Sogni di luce

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Sono 43 le guardie mediche che potrebbero chiudere, dopo 30 anni di servizio, tra queste anche quella di Santa Teresa di riva che a detta del sindaco dot. Alberto Morabito effettua una media di 5.000 interventi l’anno.

Molte infatti sono le lamentele da parte degli amministratori comunali interessati dai tagli, come il consiglio comunale di Taormina dove la decisione di chiusura della guardia medica da parte dell’assessorato regionale alla sanità viene considerata addirittura scellerata.

Una riduzione così massiccia del servizio pubblico sanitario è da considerarsi una amputazione del sistema sanitario locale, in quanto toglierà un utile e vitale servizio non solo ai residenti dei comuni interessati ma anche per la popolazione delle varie frazioni distanti dai rispettivi nuclei comunali.

L’articolo 32 della costituzione dice testualmente “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti….” questo significa tra le altre cose garantire l’accessibilità alle su dette strutture.

Il sistema sanitario assorbe una fetta importante dei fondi regionali/statali, tuttavia non si può parlare di denaro nel senso utilaristico del termine, in quando si parla di un servizio pubblico e in quanto tale esclusivamente funzionale al suo scopo, ovvero permettere ai cittadini di accedere alle cure sanitarie in modo semplice e gratuito.

Nonostante questo in tempi dove l’ideologia dominante impone che ogni cosa può diventare un business, e quindi anche la vita delle persone, ciclicamente torna come una influenza il tema della privatizzazione della sanità, presentata come la panacea che risolve tutti i problemi inerenti al settore in questione, i media cominciano ad interessarsi(ad orologeria) enfatizzando casi di mala sanità, facendo passare il messaggio secondo il quale le cliniche statali sono insicure, pericolose e inefficienti, omettendo di dire che spesso i servizi offerti da parte delle strutture sanitarie pubbliche sono gestite da privati, che grazie alle esternalizzazioni delle su dette strutture, gestiscono settori come le mense o come la pulizia degli ospedali che i media non dimenticano mai di far notare.

Che importa se l’OMS l’organizzazione mondiale della sanità posiziona il sistema sanitario italiano al secondo posto dopo la Francia, bisogna inculcare nella mente della gente che il sistema sanitario pubblico sia in condizioni disastrose meglio il privato dove se hai i soldi sono disposti a contare i globuli rossi 1 per 1 (e senza microscopio) non puoi permetterti le cure in un istituto clinico privato? Pazienza!

Il mondo è per i ricchi, per i vincenti tutti gli altri se non possiedono le abilità per scalare le vette economiche della società, si arrangino, una società sempre più simile ad una terra di nessuno dove non ci sono regole e dove vige la legge del più forte, lo stato sociale? Troppo esoso di denaro senza un vero ritorno economico.

Le cliniche private tra l’altro, non sono sinonimo di eccellenza, come dimostrato dalle ultime cronache in merito alla clinica Santa Rita, oppure si potrebbe volgere lo sguardo altre oceano, guardando il modello americano, tanto osannato dai fautori della sanità privata, dove il metro di misura dei pazienti è la loro assicurazione sanitaria, un sistema cinico e per certi versi barbaro che garantisce le cure mediche appropriate (e non sempre) soltanto se si è in grado di sostenere le spese degli interventi, frequentissimi infatti i casi di decesso in seguito al rifiuto delle su dette cliniche di procedere alle cure per mancanza di una assicurazione sanitaria, o di pazienti costretti a scegliere tra un intervento e un altro in quanto non contemplati entrambi dalla propria assicurazione, persone impossibilitati ad accedere ad una assicurazione sanitaria in quanto possessori di malattie non coperte dalla stessa, se il cliente ha qualche malattia grave potrebbe diventare un pessimo investimento, queste e altre le storpiature di un servizio vitale per la società interamente gestito dai privati, il valore di una persona stabilito in base al suo conto in banca.

Siamo proprio sicuri che una sanità gestita da compagnie private sia la soluzione dei problemi? O è forse quello che la lobby delle privatizzazioni vuol farci credere, dobbiamo considerare che nel momento in cui un servizio viene erogato da una impresa l’obbiettivo dello stessa è orientata principalmente verso i soci, una impresa per definizione è un artificio giuridico che ha lo scopo di creare ricchezza, la persona non è contemplata se non come risorsa umana.

Articolo pubblicato su jonianews: luglio 2008

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