Sogni di luce

Posts Tagged ‘unione europea

Recentemente la corte europea di Strasburgo si è pronunciata in merito all’affissione del crocefisso nelle scuole pubbliche, dichiarando che il crocefisso rappresenta una violazione del diritto di libertà religiosa.

Tutto nasce dal ricorso di una cittadina italiana di origine Finlandese attenta al concetto di laicità dello stato.

In seguito alla sentenza (non vincolante) della corte europea si sono levate pesanti critiche da parte dei principali giornali italiani, sia quelli filo governativi che quelli più vicini… alll’opposizione…

quasi a confermare quanto dichiarato da radio France dove il corrispondente per l’italia “Eric Valmir” titola: In italia tutti da destra a sinistra sono succubi della chiesa, abbiamo assistito al solito teatrino dei nostri rappresentanti politici (per così dire) tutti indignati mentre si appellavano alle motivazioni più varie, dalle immancabili radici cristiane, fino alle tradizioni, che pena mi fa vedere il simbolo della cristianità, quel nazareno che si è sacrificato per l’umanità, essere paragonato ad una tradizione, come le calze piene di carbone appese al camino il giorno dell’epifania, o come i giochi pirotecnici il primo dell’anno.

Alla fine sembra che gli unici ad aver reagito positivamente alla sentenza della corte europea siano i pochi “residui comunisti del manifesto”, che gioiscono “dell’attacco alla cristianità” da parte dei massoni europei…..

Ma siamo proprio sicuri che le cose stanno così, siamo sicuri che tutto il mondo cristiano italiano difenda l’ostentazione del crocefisso a spada tratta?

Non è proprio così a cominciare dalle comunità cristiane di base che in una loro nota scrivono meno croce e più vangelo.. Riteniamo un traguardo di civiltà, laicità, tolleranza, libertà e pacificazione religiosa la sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo che ha detto «no» all’esibizione del crocifisso nelle scuole pubbliche, ma non sono i soli anche diverse personalità cattoliche si sono schierate a favore della sentenza europea, come Don Luigi Ciotti che scrive su La stampa Sono i giovani i crocefissi da difendere «Un crocifisso è un malato di Aids, che ha bisogno di cure e di sostegno. Un crocifisso è quel ragazzo brasiliano che è morto qualche giorno fa a Torino. A casa aveva lasciato la moglie e i figli, era arrivato qui alla ricerca di un lavoro, e non ce l’ha fatta»

Don Aldo Antonelli che scrive: Non nelle aule del tribunale, là dove spesso vengono condannati gli innocenti ed assolti i delinquenti; né sulle vette dei monti e delle colline, deturpate dalla bulimia vorace di impresari senza scrupoli e amministratori conniventi; e nemmeno nelle aule scolastiche, là dove spesso si ricicla una cultura intrisa di violenza e di soprusi. No! L’unico luogo in cui degnamente può stare una croce è un non luogo: è la coscienza del credente, là dove nascono e maturano quei comportamenti che fanno del cristiano, questo sì, il vero segno della di Lui presenza... ma non solo, perchè difendete il crocefisso e dimenticate gli immigrati titola Don Andrea Gallo su repubblica che scrive: L’Italia è percorsa dall’ossessione identitaria.

Quindi non tutti massoni comunisti atei laicisti, ma anche cristiani e cattolici per altro non tutti laici, difendono a spada tratta l’affissione del crocefisso nei luoghi pubblici, che siano radicali liberi? Può anche darsi, tuttavia si evince che non tutto l’universo cattolico-cristiano italiano è allineato con le posizioni conservatrici di governo e opposizione e di chi ne fa da gran cassa.

Il crocefisso ormai non è più un simbolo religioso ma una bandiera sventolata da chi ne fa proprio il significato per motivi ideologico-politici, da parte di chi ne obbliga l’affissione pena 500 euro di multa, e da chi se ne fa stemma per intimidazioni non proprio cristiane, un ostentazione quella del crocefisso che ne sminuisce il significato e il valore e che sembra più un sistema di demarcazione del territorio.

Il natale è già passato, come anche il tempo dei miracoli, tuttavia caro Gesù, tu che ti sacrificasti permettendo che ti immolassero su una croce per il bene di chi ti disprezzava, scendi un’ultima volta da quella croce e tocca il cuore di chi ti impugna e sventola come una bandiera, ma sopratutto accarezza il volto di quelle persone che hanno bisogno di vederti appeso ad un muro in quanto incapaci di vedere il tuo volto nei loro cuori.

Articolo pubblicato sul numero gen/feb 10 di Jonia News

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L’altro giorno ho letto questo articolo sul sito di JONIA life, a cura del Prof. Domenico Bonvegna.

Ora lungi da me far diventare questo blog un sito anti Bonvegna, tuttavia non potendo scrivere le mie riserve sull’articolo postato dal su detto sul sito in questione, mi permetto di scrivere le mie opinioni in merito sul mio blog, del resto ho creato il blog per dire la mia, e non credo che ci sia il rischio che diventi monotematico.. non c’è mica solo Bonvegna 🙂

Tornando all’articolo il professore scrive…..    o meglio estrapola da alcuni libri una serie di argomentazioni, tese a difendere le posizioni di chi legittimamente è d’accordo con l’ affissione di simboli religiosi nei luoghi pubblici, in particolare nel testo si fa riferimento al crocefisso, concludendo con una nota in merito all’insegnamento della religione cattolica nelle scuole italiane.

Per risponedere alle domande presenti nel titolo, l’articolo comincia dicendo…

A pagina 46 del libro Ho 80 Tanta fiducia, padre Piero Gheddo, risponde alle domande con un no secco, è doveroso ed è giusto che nelle aule dei tribunali, negli ospedali, nelle scuole e in tutti gli edifici pubblici, il crocifisso ci deve essere. Perché è il simbolo della religione maggioritaria, della nostra storia italiana e dell’Occidente cristiano a cui apparteniamo. Padre Gheddo sottolinea che il crocifisso non è solo un simbolo religioso, ma il simbolo delle virtù dell’Europa, l’espressione più alta della nostra civiltà, che ha dato al mondo i principi massimi su cui si fonda la Carta dei Diritti dell’uomo dell’Onu.

dico interessante quanto scritto, ricapitolando le giustificazioni per l’imposizione del crocefisso sono:

  1. Siamo di più, noi cristiani siamo la maggioranza, quindi qualsiasi struttura pubblica sia essa una scuola, un tribunale un ospedale, deve rappresentare tutta la società ma un po di più i cristiani, perché appunto siamo tanti, ma tanti, manco immaginate quanti….
  2. L’occidente basa le sue radici sul cristianesimo, fesso io che pensavo che il simbolo della nostra società occidentale fosse la democrazia (quella che ci resta) , recentemente abbiamo compiuto delle guerre sante in nome della democrazia, l’abbiamo esportata anche se in modo non molto democratico, e da quanto mi risulta la democrazia non è un concetto cristiano, la democrazia affonda le sue radici ad atene, molto interessante il discorso di Pericle sulla democrazia ateniese, che forse l’autore farebbe bene a leggere, e già che c’è una ripassatina, alla dichiarazione dei diritti dell’uomo dell’onu, vista che è stata inserita nel discorso.

piccola nota, nel dicembre del 2008  il vaticano non firma la convenzione onu sui diritti delle persone con disabilità, forse troppo poco cristiana?

L’articolo continua…

Recentemente ho recensito il volume Come la Chiesa Cattolica ha costruito la civiltà occidentale di Thomas Woods, un giovane storico americano, che puntualmente ribadisce questi concetti. E’ dall’Europa cristiana che scaturisce il valore di ogni persona umana, la parità dei diritti fra uomo e donna, il valore della democrazia, della giustizia sociale, il principio dell’amore e del perdono. Perché mai dovremmo vergognarci della croce di Cristo? Si chiede don Piero.

Stesso discorso, si cerca di etichettare l’occidente e l’europa in un contesto cristiano, la stessa europa che come è stato detto più volte dalle gerarchie cattoliche viene gestita da grigi tecnocrati, il che potrebbe essere condivisibile peccato che il motivo di questo astio con le dirigenze di Bruxelles, sia dovuto ad una politica evidentemente troppo laica per le gerarchie in questione, forse qualcuno si ricorda del NO del vaticano alla depenalizzazione dell’omosessualità.

L’articolo continua con alcuni presunti eccessi di laicità, poi dice…

Che cosa farebbe dell’insegnamento della religione a scuola: lo abolirebbe? Lo trasformerebbe in ora di cultura religiosa? Don Piero risponde che lascerebbe un’ora di religione cattolica per gli studenti che vogliono partecipare, ma che sia una vera ora di cristianesimo, che spiega cosa ha fatto e detto Cristo e cosa dice oggi la Chiesa, che lo incarna nella cultura e nei costumi del nostro tempo.
Spesso nelle ore di religione si parla di tutto tranne che del Vangelo, gli insegnanti di religione debbono essere convinti di dover dare informazioni sul cristianesimo e un’educazione a giudicare i fatti della vita secondo il Vangelo e la millenaria tradizione ed esperienza cristiana. Per il missionario. È giusto che la religione cattolica, in Italia, goda di un trattamento di preferenza, essendo gli italiani in gran parte cattolici battezzati e se scelgono l’ora di religione è per approfondire la fede ricevuta nel battesimo; e poi anche perché in questa fede si radica la cultura italiana, cioè arte, letteratura, architettura, costumi di vita, moralità privata e pubblica, feste popolari, santuari e pellegrinaggi.
Quindi niente cultura religiosa obbligatoria per tutti……..

…..Quanto agli alunni di altre religioni è giusto che ci sia una scuola che insegni la loro fede a chi vuole partecipare. A condizione che quanto si dice nelle lezioni non sia contrario alla Costituzione italiana e alla carta dei Diritti dell’Uomo dell’Onu e qui Gheddo fa riferimento esplicito agli insegnanti islamici nelle moschee e nelle scuole coraniche che più che insegnare le preghiere e le norme morali del Corano, troppo spesso si incita all’odio verso l’Occidente.

Don Piero è buono e compassionevole, e l’ora di religione cattolica non la obbligherebbe mai a nessuno (le altre materie invece devono essere insegnate sotto un bel crocefisso) ma deve essere fatta bene perché la nostra società è basata su questo insegnamento.. dice lui… sempre per Don Piero è giusto che l’insegnamento della religione cattolica sia privilegiata rispetto agli altri culti perché? ma perché noi cristiani siamo tanti, ma tanti….

Qualcuno dovrebbe spiegare al Don Piero che gli insegnati di religione cattolica non sono soltanto privilegiati dal punto di vista formativo, ma anche economico visto che vengono pagati di più rispetto ai loro corrispettivi, che hanno la colpa di insegnare materie diverse, ovviamente stipendio pagato con le tasse di tutti i contribuenti italiani siano essi cristiani o non.

Per non parlare di tutto l’iter necessario per essere abilitati al’insegnamento, iter che viene aggirato dagli insegnati di religione per via del fatto che è sufficiente il via libera del vescovo.

Tutto questo va contro la dichiarazione dei diritti dell’uomo (quella cristiana) tanto da far attivare l’unione europea chiedendo lumi al  governo.. sempre loro i tecnocrati di Bruxelles.

Fonte

L’articolo si conclude con la magnanimità di Don Piero che è d’accordissimo ad insegnare agli studenti di fede diversa una materia religiosa supplementare

Evidentemente il Don non sa dei problemi che si incontrano solo per la materia supplementare all’insegnamento della religione cattolica sia essa matematica o italiano (per tutti gli studenti che sono esonerati dalla materia) figuriamoci se si dovesse assumere un insegnante di religione diversa, in fattore delle diverse fedi presenti in una scuola.

non sarebbe molto più semplice eliminare l’ora di religione cattolica in favore di una materia che insegni storia delle religioni indipendentemente dalle diverse fedi presenti nella classe, certo in questo modo la casta degli insegnanti di religione resterebbe disoccupata e perderebbe tutti i suoi privilegi…

E’ vero anche che con i tempi che corrono è difficile parlare di queste cose, il professor Marani è stato sospeso dal suo incarico solo per aver fatto un questionario agli allievi chiededo se preferivano fare un’ora di religione cattolica o impiegare quel tempo per imparare i diritti civili, non so se lo scandalo sia dovuto al fatto in se, oppure al fatto che soltanto l’ 11% degli studenti ha risposto che sceglierebbero l’ora di religione cattolica.

Per chi fosse interessato è stata creata una petizione per dare il proprio sostegno al Professor Marani e per chiederne la sua reintegrazione. Cosa diceva la carta dei diritti dell’uomo?

http://petizione-per-alberto-marani.netsons.org

Per quanto riguarda le pseudo radici cristiane dell’occidente, il redattore dell’articolo non chè il suo estrapolatore farebbero bene ad informarsi meglio su quanto la nostra civiltà occidentale debba molto all’islam.

Be mi sembra di aver detto tutto…


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