Sogni di luce

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Dei disagi provocati dal maltempo ne avevo parlato qualche tempo fa in seguito ad una petizione sottoscritta dai cittadini che abitano in via Sparagonà.

alcune foto, clicca per ingrandire

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il torrente coletta all'incrocio con via sparagonà

sempre il torrente coletta

sempre il torrente coletta

il lago sparagonà

il lago sparagonà

Domenica 5 luglio a S. Teresa di Riva verrà inaugurata la prima comunità rumena del comprensorio ionico.
A darne l’annuncio i rappresentanti della comunità, Zsoldis Daniel e Varga Daniel da anni residenti con le proprie famiglie a S. Teresa di Riva, comune che ha dato i natali a moltissimi cittadini rumeni che dopo l’entrata in Europa della Romania hanno acquistato importanti diritti, tra i quali il diritto al voto, non garantito invece ai cittadini stranieri extracomunitari, migliorando il loro grado di integrazione culturale all’interno del tessuto sociale.
“La presenza di cittadini rumeni nel nostro comprensorio è molto significativa, infatti la nazionalità rumena è quella prevalente tra le comunità di stranieri residenti. Solo a S. Teresa di Riva su 217 stranieri iscritti all’anagrafe, 96 sono cittadini rumeni, mentre il centro il Picchio su 236 immigrati accolti, ha assistito con svariati interventi di supporto 118 rumeni tra adulti e minori”. Questa la dichiarazione di Antonella Casablanca, responsabile del centro il Picchio di S. Teresa di Riva che dal 2004 rappresenta sul territorio l’unico servizio di sostegno agli stranieri della riviera ionica.
La prima iniziativa della comunità rumena trova concreta realizzazione nella costituzione della Chiesa Evangelica “Emanuel”, che risponde al desiderio condiviso di moltissimi cittadini rumeni che da anni aspirano ad avere un luogo dove potersi riunire, potersi confrontare e tramite la preghiera alleviare i piccoli problemi quotidiani.
Alla cerimonia di inaugurazione interverranno il Sindaco del Comune di S. Teresa di Riva, dott. Alberto Morabito, il Pastore della Comunità di Perugia, Danut Iacov, il Pastore della Comunità di Roma, Natanael Picaratu ed il Pastore di Messina, Francesco Frusteni.
L’evento si terrà domenica 7 luglio a partire dalle ore 10.00 a S. Teresa di Riva in via Sparagonà Vico I n ° 7. Alla fine dell’inaugurazione verrà offerto a tutti i partecipanti un rinfresco con specialità gastronomiche rumene.

Fonte: http://www.jonialife.it/index.asp?action=viewart&id=4054

Riporto un editoriale scritto da “Adduso” pubblicato su JONIA Life, in calce all’articolo linkato potete leggere la risposta di G. Massimo Cicala

E’ cronaca di questi giorni la locale dissidenza dei giovani di sinistra nei confronti della “vecchia” dirigenza. Immagino, più in generale, l’indignazione dei diffusi “matusalemme mentali” della nostra riviera, quando hanno improvvisamente visto dei giovani scendere in piazza e contestare senza alcun preventivo “accordo” il “pantano” politico che regna sovrano in questa zona (come d’altronde e notoriamente un po’ ovunque nell’Italiota). E non mi pare tuttavia un caso che a dimostrare la loro insofferenza culturale siano stati solo dei giovani di sinistra, perché quelli di destra (ma non sembra che accada solo da queste parti), appaiono ormai come “imbalsamati” nelle file dell’azienda politico-berlusconiana del centro destra di nome PDL. Sennonché, la reazione “ombrosa” dei dirigenti del centro sinistra nei confronti di questi giovani “dissidenti” appare eloquente di come anche in questo schieramento politico la cultura aziendale berlusconiana (che palesemente “sogna” i partiti non più come dei luoghi di confronto civile e scambio dialettico bensì solo come delle società gerarchiche composte da subordinati e con solo finalità elettorali, clientelari e chiaramente “economiche”) evidentemente ha “piacevolmente” inebriato pure il centro sinistra. Infatti, guardando il panorama politico-sociale, parrebbe proprio che Berlusconi deve avere detto da qualche parte (nel “firmamento”), “datemi una leva, la tv, che semplicemente stimoli i piaceri endogeni degli individui, e vi trasformerò l’intera Italiota nella terra di simpatici “gelada”. Gli “dei”, devono avergli dato molto “credito”, perché tutto sembra essersi già compiuto. Infatti, va dato atto, che nessuno forse mai come lui, o dovrei meglio dire, nessuno mai come gli attuali studiosi della psiche umana (che chiaramente lui, ed altri come lui, si possono permettere di stra-pagare), ha mai saputo così bene insinuare mediaticamente nella testa di noi gente comune (italioti), da destra a sinistra, dal mero cittadino al blasonato intellettuale o istituzionale, dei “modelli” alieni così ben programmati che ci fanno comportare quasi uniformemente con gli stessi “sintomi”, neanche fossimo regrediti allo stato di semplici primati, senza più avere neanche una consapevolezza razionale. Insomma sembriamo tutti persino privati pure di un po’ di umano dubbio (l’unico corticale antidoto che avevamo). Ma tornando al fatto in questione, la reazione nei confronti delle contestazioni dei giovani di sinistra, e soprattutto la conseguente (concorde) serrata dei noti “gerarchi” del locale Pd, così come l’altrettanta reciproca, e chiaramente opportunistica, “solidarietà” con l’amministrazione locale, appare eloquente non solo dell’inquietante intolleranza generale e dell’illogico rigetto della forza biologica giovanile, ma si mostra soprattutto significativa della brutale quanto generale insofferenza sociale verso chi ancora pensa autonomamente, tanto più se sono giovani che non scimmiottano i fan e gli “opinionisti” di certi noti programmi televisivi. Insomma, come dire, sei giovane e pensi ? Allora sei da “censurare”. Ormai questo stantio sistema politico-istituzionale italiano che ci pascola visibilmente in modo “scientifico” quanto altrettanto prevaricatore, accetta palesemente solo i servi del capitale, i picciotti dei partiti e gli zerbini delle istituzioni e non tollera invece chi non si “allinea”. Nella Storia tuttavia non ha mai funzionato a lungo “l’abisso”, notoriamente costituito da un lato dalle masse, spesso preordinatamente divise tra loro dallo stesso “sistema” (dividi e comanda), le quali boccheggiano e possono solo belare, e dall’altro i “pochi” che comandano (politici, istituzionali ed affaristi) che nel loro (interessato) delirio di onnipotenza si sentono pure degli inviati di un loro “dio” sulla terra e come tali sono convinti di avere questa (psicotica) missione “morale” di pascolare “l’umano gregge”, ma perseguendo visibilmente l’analoga etica dei mafiosi, i quali notoriamente, in una mano ostentano l’immagine del santo a cui sono devoti e nell’altra esibiscono la pistola, il fucile, il coltello ed il sangue delle loro vittime. Ma forse anche questa neo-presunzione politica dei giorni nostri si potrebbe rivelare ancora una volta un mero “gioco” d’azzardo, in quanto da sempre, quando si cerca di manovrare le “menti” degli uomini per ridurli a docili “primati”, improvvisamente e senza eclatanti preavvisi, scoppia la “rivolta”. E forse, la dissidenza dei giovani locali di sinistra, in un certo senso, e seppure molto in piccolo, la comincia ad accennare.

Adduso

Santa Teresa di Riva nel 1969

video realizzato dall’ar. Salvatore Coglitore

Chi vive nel quartiere Passo Botte sa benissimo i disagi che si creano ogni qualvolta piove,  il torrente Coletta confluendo nel torrente Sparagonà, causa allagamenti e notevoli danni,  coinvolgendo tutti i veicoli che transitano in questa zona.

Per questo motivo i cittadini hanno sottoscritto una petizione,  in seguito inviata al sindaco di Santa Teresa di Riva Dr. Alberto Morabito , allegando una lettera che elenca i disagi che interessano via Sparagonà.

Da tanti anni, assistiamo inermi ad una situazione ormai divenuta intollerabile che si verifica contestualmente alle precipitazioni atmosferiche che colpiscono la nostra zona; la notevole quantità d’acqua piovana proveniente sia dal lato est (Via Coletta), sia dal lato ovest, si riversa sul manto stradale adiacente le nostre abitazioni creandoci non pochi disagi e notevoli danni, cosi come risulta dalle foto che si allegano alla presente istanza;
in più occasioni la Via Sparagonà, all’altezza dei numeri civici 270 -280 si è trasformata in un lago che, debordando, ha allagato i piani terra delle abitazioni prospicienti e producendo, come detto prima, gravissimi danni ai residenti; nei disagi, di volta in volta, vengono coinvolti tutti quelli che transitano per le frazioni più a monte dello stesso comune di Santa Teresa di Riva (Quartarello, San Gaetano, Giardino, Misserio, Fautarì) e quelli che debbono raggiungere le frazioni di San Carlo, Misitano, Rimiti del Comune di Casalvecchio Siculo: le piogge, persino, le più blande, paralizzano la circolazione stradale, auto rimangono in panne, la viabilità diventa impossibile.
Più volte sono stati effettuati sopralluoghi, nell’immediatezza dei fatti, da parte dei Vigili Urbani di S. Teresa di Riva, da parte di componenti dell’Ufficio Tecnico comunale, ma a tutt’oggi nessuna iniziativa, finalizzata ad evitare il ripetersi dei disagi, è stata adottata.
Le acque meteoriche invadono la carreggiata perché i canali di raccolta e smaltimento (quei pochi esistenti) sono insufficienti e inidonei a svolgere la funzione per la quale sono stati realizzati.
Permanendo tale stato di cose, si ha il timore che, in assenza di idonei progetti e di concreti interventi da parte del Comune di Santa Teresa di Riva, il pericolo di allagamento delle abitazioni, anche in presenza di precipitazioni piovose non eccezionali resta costante.
”A tal proposito ci preme ricordare che nei confronti del Comune pende un giudizio, intentato da un danneggiato, per risarcimento dei danni cagionati da allagamento.
Per porre fine al costante pericolo ed evitare nuovi danni, prevenendo il sorgere  anche di azioni giudiziarie, chiediamo:
– Che l’Amministrazione Comunale di Santa Teresa di Riva, immediatamente, attraverso il proprio ufficio tecnico, provveda a far redigere un progetto per la raccolta e lo smaltimento delle acque nel quartiere PASSO BOTTE con il riversamento delle stesse nel torrente Savoca;
– Che la Giunta e il Consiglio Comunale, nell’adozione del bilancio di previsione 2009, ciascun per quanto di competenza, provvedano a istituire i capitoli di bilancio necessari per la copertura finanziaria del predetto progetto.
Qualora non venisse dato formale incarico per la redazione del necessario progetto e non venisse prevista, in bilancio, la necessaria copertura finanziaria riterremo la presente istanza disattesa e – senza ulteriore indugio – , ci rivolgeremo al Magistrato competente per la più ampia tutela dei nostri diritti. Facciamo appello alla sensibilità dell’intero Consiglio Comunale e restiamo in attesa di quanto richiesto”

fonte: http://www.tele90.it/news.asp?news_id=6171

Questa mattina il quartiere ha ricevuto la visita di un giornalista di tele90 con tanto di cameraman per realizzare un servizzio in merito a quanto su detto.

100 foto per raccontare la storia fascista Santateresina che gravita attorno alla villa Crisafulli-Ragno oggi rinominata in palazzo della cultura.

video dell’arch. Sallvatore Coglitore

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Santa Teresa di Riva 13/01/09

AIUTAMI A RICERCARE NOTIZIE CHE RIGUARDANO
LA FIERA DEL BESTIAME CHE SI TENEVA SULLA
SPIAGGIA DI SANTA TERESA DI RIVA.
Sto per iniziare una nuova avventura editoriale che riguarda la Storia della Fiera, oggi mercato
quindicinale, che si teneva sulla spiaggia, fino alla metà degli anni ’70 a Santa Teresa di Riva.
Nel trattare la tematica della fiera se ne vuole evidenziare, sia pure in chiave assolutamente generale,
lo straordinario spessore storico-antropologico, pur non risolvendone la conoscenza per la quale ben
altri approfondimenti sarebbero necessari. Le fiere in origine erano sempre connesse alla festa del
Santo Patrono. La storia locale non è fatta soltanto di grandi avvenimenti, ma anche dei ricordi della
cultura orale e popolare, ancora oggi fortunatamente presente tra i nostri anziani.
bestiame

Inviatemi i vostri ricordi personali, aneddoti, foto e documenti attinenti al mondo della fiera.
Oltre che della fiera di S.Teresa, cerco notizie e quant’altro sulle fiere che si tenevano, e che si
tengono ancora oggi, a Limina, a Letojanni, a Nizza di Sicilia, a Casalvecchio Siculo, a Giardini Naxos, a
Antillo, a Mandanici, etc.
Se si trovasse un video sulla fiera del bestiame, questo sì che sarebbe un colpo di fortuna.
Il libro tratterà anche degli argomenti strettamente attinenti alla fiera, come del cantastorie Orazio Strano,
dei macellai che allora frequentavano la fiera, dei sensali, del daziere, del veterinario, del banniaturi
(Giuvanni ù missinisi), di Giuseppe Pitrè, dei franninari di Nizza, di Bratta Orba, di come avveniva
la macellazione, della contrattazione tra sensale e allevatore, etc. tutti argomenti legati alla fiera e
al mondo della civiltà contadina.
Sino ad oggi, se non sbaglio, non esiste un libro specifico che parli delle nostre fiere, in modo dettagliato,
ma soltanto delle brevi notizie sparse qua e là nei vari libri che trattano la nostra storia locale.
E, come dice il Presidente di Archeoclub della Riviera Ionica Santino Mastroeni ” il Bene Culturale
più grande, più importante e, purtroppo, più in pericolo di smarrimento, è la Memoria, singola e collettiva”.
AIUTAMI A REDIGERE IL LIBRO SULLA FIERA DEGLI ANIMALI, CHE RAPPRESENTA
UN PEZZO DELLA NOSTRA STORIA, PRIMA CHE IRRIMEDIABILMENTE I RICORDI
SVANISCANO DEL TUTTO NELLA NOSTRA MENTE.

sta gente che che rompe le scatole a quest’ora, ma devono proprio litigare adesso? È questo che dicono di aver pensato alcune persone testimoni involontari di un furto con scasso, o quanto meno è quello che hanno raccontato agli organi competenti, va be può capitare, fortuna che non viviamo nel deserto, quindi se una persona si sbaglia c’è ne sarà sicuramente un’altra che si accorgerà che stanno sfondando una vetrina con un masso, invece no, nessuno si accorge di niente, nessuno sente niente, tutti dormono tranquillamente nonostante il rumore dei ripetuti tentativi di infrangere la vetrina infrangibile(!).

Sarà un caso, non posso credere che il vicinato abbia continuato comodamente a farsi i fatti propri, mentre dei malviventi erano intenti a tirare massi contro una vetrina, sarà stata l’ora, o quantomeno una serie di contingenze fortuite che hanno portato i malviventi a segnare il colpo nel modo più lineare possibile……. che culo.

Casi a parte, non credo che se succedesse di nuovo, magari che so a distanza di pochi giorni, nessuno si accorgerebbe di niente, regola non scritta della società vuole che il livello di allerta di una comunità aumenti in seguito a casi come questo, tuttavia nonostante le regole non scritte, succede che a distanza di pochi giorni un altra vetrina viene frantumata a colpi di spranga di ferro, e ancora una volta nessuno si accorge di niente, nemmeno una timida telefonata ai carabinieri.

Ora escludendo un rincoglionimento collettivo o un odio viscerale verso gioiellieri e commercianti, devo dedurre che la comunità santateresina o quanto meno quella afferente ai luoghi vittime dei su detti furti, non abbia il ben che minimo senso civico, e sopratutto non hanno la minima idea di cosa significa far parte di una comunità.

L’individualismo esasperato di chi pensa che quello che accade poco fuori dalla porta di casa non lo riguarda, l’omertà figlia del “cu si fa i cazzi soi campa cent’anni” è una delle devianze peggiori che una società possa prendere, una sorta di egoismo elevato a sistema che permette a chi ne fa strumento di pensare esclusivamente al proprio orticello, non vedo non sento non parlo, devo pensare alla mia pellaccia, che importa, se con una mia telefonata forse avrei potuto evitare che si compisse il fatto, l’importante è che il derubato non sia io.

È una filosofia di vita che rischia di portare la comunità a delle storpiature, che poco si adattano alla convivenza con altre persone, stare in una comunità significa creare dei rapporti sociali con altri membri della su detta, un qualcosa di più del “buongiorno – buonasera” certo tutto questo considerando le naturali simpatie – antipatie del caso, nonostante questo però, non fare niente quando si è casualmente testimoni di un crimine come nel caso del furto con scasso, è semplicemente da irresponsabili, in quanto quello che è accaduto ai gestori di quelle attività commerciali potrebbe accadere anche a noi, e scommetto che in quel momento farebbe comodo che il vicino di casa, magari quello che mal si sopporta, si prenda la preoccupazione di fare una piccola telefonata al centododici, o magari che collabori con gli inquirenti in modo da raccogliere tutte le informazioni necessarie a finché possano fare al meglio il loro lavoro, ma tanto si sa queste cose capitano sempre agli altri mica a noi.

Tutti bravi poi a chiedere più sicurezza, ad invocare le forze dell’ordine per pattugliare le strade, se ne sente il bisogno si dice, vogliamo sicurezza, del resto noi siamo troppo occupati a farci gli affari nostri, certo nessuno chiede le ronde, ma almeno il senso civico e la responsabilità morale di alzare il telefono e premere tre numeri uno dopo l’altro, quanto meno per adempiere al nostro dovere di buon cittadino.

Questa è l’unica richiesta, essere dei buoni cittadini, esercitare il nostro dovere civico, espressione di quella solidarietà necessaria a far parte di una comunità.

Articolo pubblicato su jonianews: ottobre 2008


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