Sogni di luce

Posts Tagged ‘provincia di messina

Secondo i dati forniti dalle Casse Edili siciliane, il settore edile avrebbe perso nel 2009 circa 30 mila posti di lavoro, con una diminuzione del monte-ore del 50% e con un crollo del valore aggiunto del settore del 12%.

Non è finita, giacché il settore edile deve fare i conti anche con una diminuzione del 18 per cento delle ore lavorate e delle gare bandite. Queste ultime, infatti, sono state ridotte del 66 per cento e sono passate dalle 1225 del 2007 alle 407 del 2009.

Se si guarda ai dati di Messina, una delle provincie che ha potuto contare sul settore edile per decenni, la situazione appare gravissima. Nel 2009 sono state autorizzate oltre un milione di ore di cassa integrazione.

Non solo, ma l’anno scorso sono state presentate 8 mila domande di integrazione salariale all’Inps , mentre alla Cassa Edile locale risultano 1500 iscritti in meno rispetto all’anno precedente.

Sempre nel 2009 sono stati ispezionati 274 cantieri edili che facevano riferimento a 281 imprese, 118 delle irregolari.

fonte: messina.blogsicilia.it

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“Le conseguenze più evidenti della crisi in provincia di Messina sono state la perdita, nei primi sei mesi dell’anno, di oltre quattromila posti di lavoro, e il ricorso alla cassa integrazione che rispetto al 2008 è aumentato del 150%”. Lo dicono Lillo Oceano, segretario generale della Cgil di Messina, e Isella Calì della segreteria generale di Messina.

“Nelle ultime settimane, in provincia di Messina, le difficoltà legate al calo delle commesse hanno colpito la cooperativa Italia, impresa portuale che opera direttamente con la Duferdofin che ha avviato le procedure di cassa integrazione straordinaria e in deroga”, hanno proseguito. “Hanno chiuso, invece, la ‘Service e Service’, azienda che gestiva i bar dell’università – ribadiscono i sindacalisti – La Gdm, gruppo Carrefour Milazzo, ha prorogato la cassa integrazione per 45 dei 110 dipendenti fino a settembre”.

Fonte: siciliainformazioni.com

sopratutto in provincia di messina

(AGI) – Palermo, 11 lug. – La crisi economica, nei primi tre mesi del 2009, ha costretto il 29,23% delle imprese siciliane ha dovuto licenziare propri dipendenti. Il dato emerge dalla Ricerca sulla crisi e le imprese siciliane prodotta dalla Cna Sicilia. La ricerca si basa sul monitoraggio di 1.086 piccole imprese e imprese artigiane che operano nelle nove province siciliane in diversi settori: manifatturiero, costruzioni, servizi alle persone, servizi alle persone, servizi alle imprese, impiantistica. Il settore nel quale si registra la maggiore percentuale di imprese che ha licenziato personale e’ quello delle costruzioni con il 44,40%, segue il manifatturiero con il 28,96%, mentre il piu’ basso e’ il settore dei servizi alle imprese, con il 17,31%. La provincia nella quale si registra la piu’ alta percentuale di imprese che ha licenziato personale e’ Messina con il 42,98%, segue il 37,14% di Catania, mentre la percentuale piu’ bassa si registra a Palermo, con il 18,92%. Nel dettaglio, i posti di lavoro persi nei primi tre mesi del 2009 sono stati 649; 246 posti sono stati persi nel settore costruzioni, 148 nel manifatturiero, 84 nei servizi alle presone, 72 nei servizi alle cose, 13 impiantisti, 13 nei servizi alle imprese, 71 in altri settori.
Nei primi tre mesi del 2009 il 39,23% delle imprese siciliane ha subito una riduzione sull’erogazione del credito, sia per gestione che per investimenti. La provincia piu’ colpita e’ Messina, dove il 66,12% delle imprese denuncia una contrazione del credito; segue Catania con il 52,86%, Siracusa con il 50%, mentre il dato minore si registra in provincia di Caltanissetta, con il 15,79%. La contrazione maggiore del credito in Sicilia si registra nel settore delle costruzioni con il 46,12%, seguito dal manifatturiero con il 37,84%. Dalla ricerca si evince, inoltre, che il 77,44% delle imprese denuncia un aumento del costo del denaro.
E ancora: il 72,10% delle imprese siciliane denuncia, nei primi tre mesi del 2009, un calo del fatturato che oscilla fra il 10 e il 50 percento. Il calo maggiore si registra a Messina, dove l’83,47% delle imprese denuncia una riduzione del fatturato; segue Siracusa con l’83,33%, mentre a Catania ed Enna si registra un dato dell’81%. Il dato piu’ basso e’ quello di Caltanissetta, dove il 47,37% segnala un calo del fatturato.
Il settore piu’ colpito e’ quello dei servizi alle cose: l’80% delle imprese di questo settore segnala un calo del fatturato. Seguono il settore manifatturiero con il 76,06% e costruzioni con il 71,98%. Il 70,81% delle imprese segnala, inoltre, un calo del degli ordinativi: questo elemento si traduce in una aspettativa di riduzione della produzione, per il 2009, di oltre il 30%.

Fonte: http://www.agi.it/palermo/notizie/200907111714-eco-rpa0011-crisi_giu_credito_e_fatturato_in_sicilia_imprese_licenziano

terremoto_generica Verso le 7:25 di questa mattina è stata rilevata una leggera scossa di terremoto pari a magnitudo 2,5 nella provincia di messina, l’epicentro è stato individuato tra i comuni di Falcone, Basicò e Oliveri.

Non risultano danni a persone o cose

Fonte:  www.scomunicando.it

Scuola: incontro provveditore/OOSS su organici scuole secondarie. definiti i tagli per l’anno scolastico 2009/2010.

Pistorino, FLC : “Il prossimo anno assisteremo al tracollo di un settore formativo che è ritenuto tra i migliori in Europa”

“Dopo le simulazioni, le proiezioni e i calcoli, i numeri snocciolati in questi mesi assumono il contorno dei volti dei colleghi che il prossimo anno scolastico non saranno più in servizio nella scuola primaria messinese”. Questo il commento che Graziamaria Pistorino, segretaria generale della FLC CGIL, ha fatto oggi dopo l’incontro che si è tenuto presso l’ufficio scolastico provinciale con le organizzazioni sindacali di categoria sui tagli agli organici delle scuole secondarie di primo e secondo grado della provincia di Messina.

Nelle scuole medie verranno tagliate 165 cattedre e nelle superiori 132. “Qui non stiamo parlando di precari non riconfermati- spiega Pistorino- ma di personale di ruolo che il prossimo anno non avrà una cattedra e sarà quindi a disposizione. Capiterà che insegnanti con 10, 15 anni di anzianità finiranno a fare supplenze in giro per la provincia”. La FLC Cgil, sulla base di alcuni elementi, ha chiesto al Provveditore il riesame dei tagli relativi alle Scuole superiori, materia sulla quale si terrà una nuova riunione il 26 maggio prossimo. “Dopo il taglio di 209 posti nella sola scuola primaria, queste ulteriori riduzioni ci danno la misura di cosa resterà della scuola pubblica nella nostra provincia e nel resto d’Italia”.

Fonte: http://www.messinaweb.tv/index.php?a=10604&silverheader=1&sub=22

Il governo Berlusconi penalizza soprattutto l’estremo Sud. I disabili del Meridione due volte sfortunati. Il Partito dei Comunisti Italiani condanna energicamente la decisione del governo Berlusconi di tagliare, per l’anno scolastico 2009-2010, 792 posti, tra personale docente e personale ATA, nella provincia di Messina, che sconta già un alto tasso di disoccupazione. E ciò in contraddizione con la demagogia meridionalista e sicilianista che caratterizza la campagna propagandistica portata avanti dallo stesso governo – e, in particolare, da partiti come l’MPA di Raffaele Lombardo – , nonché con le rassicurazioni di non toccare i livelli occupazionali nella scuola ripetutamente date dal ministro Gelmini. Non solo il 40% dei tagli programmati riguarderà l’estremo Sud, ma si arriva anche alle contraddizioni paradossali. Se sono vere le dichiarazioni governative, secondo le quali i posti per l’insegnamento di sostegno non dovrebbero complessivamente diminuire e se è del pari vero che quelli destinati al Sud diminuiranno, se ne deve concludere – a meno che la matematica non sia un’opinione – che il calo al Sud sarà «compensato» da un aumento al Nord. I disabili che abitano nel Mezzogiorno sono due volte sfortunati. Il PdCI invita tutto il personale della scuola a partecipare agli scioperi e alle manifestazioni di protesta che si svolgeranno nelle prossime settimane. Denuncia il silenzio eloquente di sindacati come la Cisl e la Uil.

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