Sogni di luce

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Inchieste giudiziarie e ricercatori sostengono che il Ponte sullo Stretto di Messina, più che due sponde, servirà a congiungere due cosche, o meglio, le due grandi holding criminali che controllano il territorio e l’economia in Calabria e Sicilia. Nell’Università di Messina, però, mafia e ‘ndrangheta operano in collegamento perlomeno sin dagli anni ’70, quando anche grazie a certi “studenti” di estrema destra e all’occhio benevolo degli inquirenti, l’Ateneo divenne il laboratorio sperimentale di un’alleanza politico-criminale che avrebbe colto i suoi frutti con la stagione delle stragi del 1992-93.

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Giorno 24 ottobre a Messina presso i locali del monte di pietà, si è svolto il consueto incontro annuale tra gli utenti appassionati del sistema operativo Gnu-Linux, evento organizzato dal Me|Lug (Messina Linux User Goup).

Una tradizione che ormai dura da sette anni quella del Linux day, ogni anno in tante città italiane (quest’anno 125) gli appassionati e non del sistema operativo libero si incontrano presso le sedi di questi eventi organizzati dai Lug di riferimento, per scambiare conoscenze, per confrontarsi, e per i newby l’occasione di avvicinarsi al mondo di linux.

Parola d’ordine “open” come open source, la filosofia su cui gravita l’intero universo informatico a cui è dedicato questo evento, open source come forma di democrazia partecipata, titola la slide che viene proiettata, e che ha il compito di introdurre i concetti fondamentali ai presenti, libertà applicata al mondo del software, dove chi ne detiene i diritti (di solito lo stesso creatore) ne permette lo studio la pubblicazione del codice e la modifica dello stesso.

Le licenze informatiche, strumento per consentire l’interazione della comunità e funzionali alla mesa in pratica dei concetti inerenti l’open source, un insieme di regole che indicano la modalità con cui l’utente o meglio la comunità interagisce regolandone diritti e doveri.

Le licenze copyleft che garantiscono alla comunità o a chi possiede una copia di un determinato lavoro, (in questo caso codice, in quanto la licenza è applicabile a qualsiasi opera intellettuale) le stesse libertà del suo creatore.

Questa licenza non si pone in contrapposizione al copyright, ma ne integra le condizioni di utilizzo, che permettono all’autore di distribuire a più persone un determinato lavoro, cosa impossibile da fare con una licenza copyright, troppo restrittiva, nata nel 1500 in seguito alla diffusione delle macchine che permettevano di stampare copie illimitate di un documento, in seguito alla rivoluzione di Guthenberg le autorità sentirono la necessità di mantenere un controllo sulle pubblicazioni stampate, con l’ausilio dei diritti d’autore.

Non si campa di solo windows, successivamente vengono presentati i sistemi operativi rilasciati con questo tipo di licenze, e per questo chiamate “distribuzioni” in quanto la maggior parte dei sistemi operativi Gnu-Linux sono fork (bivio) di altri progetti distribuiti appunto con le licenze precedentemente dette, tra queste “ubuntu” distribuzione ormai diventata quasi una maskotte degli utenti Linux, per via della sua semplicità di utilizzo, e poi altre distribuzioni dedicate ai netbook, i mini computer orientati alla rete che acquistano sempre più quote di mercato.

Segue una panoramica sui software multimediali per Linux, lettori multimediali per il video e l’audio, tutto quello che si è già in grado di fare e (di vedere) su windows.

Le slide successive mostrano le linee guida, per una istallazione di gnu-Linux sulla propria macchina, e le soluzioni agli eventuali problemi che possono presentarsi, niente di allarmante, solo i soliti eventuali intoppi che indipendentemente da linux un utente medio di personal computer potrebbe avere.

Per la gioia dei gamers e degli appassionati del divertimento video ludico, avranno il piacere di sapere che la loro playstation 3 si presta benissimo a diventare un vero e proprio PC in grado di far girare senza problemi e con pochi passi molto intuitivi una distribuzione Linux.

La giornata si conclude con una analisi un po più tecnica del kernel di linux ovvero il cuore del sistema operativo, ovviamente dedicata ad una utenza un po più esperta e più addentro nella teoria dell’informatica di basso livello, per concludere definitivamente con le domande del pubblico.

Tirando le somme una bella giornata all’insegna di un mondo dell’informatica che attira sempre più appassionati non ché la giovane imprenditoria, a giudicare da diversi giovani imprenditori seduti tra il pubblico che scelgono di passare a linux anche in fattore degli evidenti vantaggi economici ad esso connessi.

Le distribuzioni linux si dimostrano ormai dei sistemi maturi o quanto meno con una esperienza di utilizzo paragonabile a quella dei windows user, non è esente da problemi, come non lo sono neanche i sistemi concorrenti, tuttavia si sente il peso della mancanza di software professionale sopratutto nell’ambito dell’editing multimediale, anche se in questo settore la comunità che sta dietro a questo mondo ha fatto e continua a fare dei passi da gigante.

Conclusioni? Questo articolo lo sto scrivendo su ubuntu con Openoffice, software gratuito e alternativo e che non ha niente da invidiare al più blasonato Microsoft office, a pagamento, e rilasciato con codice closed source.

Anche se con un po di ritardo 😐 inserisco l’articolo pubblicato sul numero novembre/dicembre di JoniaNews

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