Sogni di luce

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Riporto un editoriale scritto da “Adduso” pubblicato su JONIA Life, in calce all’articolo linkato potete leggere la risposta di G. Massimo Cicala

E’ cronaca di questi giorni la locale dissidenza dei giovani di sinistra nei confronti della “vecchia” dirigenza. Immagino, più in generale, l’indignazione dei diffusi “matusalemme mentali” della nostra riviera, quando hanno improvvisamente visto dei giovani scendere in piazza e contestare senza alcun preventivo “accordo” il “pantano” politico che regna sovrano in questa zona (come d’altronde e notoriamente un po’ ovunque nell’Italiota). E non mi pare tuttavia un caso che a dimostrare la loro insofferenza culturale siano stati solo dei giovani di sinistra, perché quelli di destra (ma non sembra che accada solo da queste parti), appaiono ormai come “imbalsamati” nelle file dell’azienda politico-berlusconiana del centro destra di nome PDL. Sennonché, la reazione “ombrosa” dei dirigenti del centro sinistra nei confronti di questi giovani “dissidenti” appare eloquente di come anche in questo schieramento politico la cultura aziendale berlusconiana (che palesemente “sogna” i partiti non più come dei luoghi di confronto civile e scambio dialettico bensì solo come delle società gerarchiche composte da subordinati e con solo finalità elettorali, clientelari e chiaramente “economiche”) evidentemente ha “piacevolmente” inebriato pure il centro sinistra. Infatti, guardando il panorama politico-sociale, parrebbe proprio che Berlusconi deve avere detto da qualche parte (nel “firmamento”), “datemi una leva, la tv, che semplicemente stimoli i piaceri endogeni degli individui, e vi trasformerò l’intera Italiota nella terra di simpatici “gelada”. Gli “dei”, devono avergli dato molto “credito”, perché tutto sembra essersi già compiuto. Infatti, va dato atto, che nessuno forse mai come lui, o dovrei meglio dire, nessuno mai come gli attuali studiosi della psiche umana (che chiaramente lui, ed altri come lui, si possono permettere di stra-pagare), ha mai saputo così bene insinuare mediaticamente nella testa di noi gente comune (italioti), da destra a sinistra, dal mero cittadino al blasonato intellettuale o istituzionale, dei “modelli” alieni così ben programmati che ci fanno comportare quasi uniformemente con gli stessi “sintomi”, neanche fossimo regrediti allo stato di semplici primati, senza più avere neanche una consapevolezza razionale. Insomma sembriamo tutti persino privati pure di un po’ di umano dubbio (l’unico corticale antidoto che avevamo). Ma tornando al fatto in questione, la reazione nei confronti delle contestazioni dei giovani di sinistra, e soprattutto la conseguente (concorde) serrata dei noti “gerarchi” del locale Pd, così come l’altrettanta reciproca, e chiaramente opportunistica, “solidarietà” con l’amministrazione locale, appare eloquente non solo dell’inquietante intolleranza generale e dell’illogico rigetto della forza biologica giovanile, ma si mostra soprattutto significativa della brutale quanto generale insofferenza sociale verso chi ancora pensa autonomamente, tanto più se sono giovani che non scimmiottano i fan e gli “opinionisti” di certi noti programmi televisivi. Insomma, come dire, sei giovane e pensi ? Allora sei da “censurare”. Ormai questo stantio sistema politico-istituzionale italiano che ci pascola visibilmente in modo “scientifico” quanto altrettanto prevaricatore, accetta palesemente solo i servi del capitale, i picciotti dei partiti e gli zerbini delle istituzioni e non tollera invece chi non si “allinea”. Nella Storia tuttavia non ha mai funzionato a lungo “l’abisso”, notoriamente costituito da un lato dalle masse, spesso preordinatamente divise tra loro dallo stesso “sistema” (dividi e comanda), le quali boccheggiano e possono solo belare, e dall’altro i “pochi” che comandano (politici, istituzionali ed affaristi) che nel loro (interessato) delirio di onnipotenza si sentono pure degli inviati di un loro “dio” sulla terra e come tali sono convinti di avere questa (psicotica) missione “morale” di pascolare “l’umano gregge”, ma perseguendo visibilmente l’analoga etica dei mafiosi, i quali notoriamente, in una mano ostentano l’immagine del santo a cui sono devoti e nell’altra esibiscono la pistola, il fucile, il coltello ed il sangue delle loro vittime. Ma forse anche questa neo-presunzione politica dei giorni nostri si potrebbe rivelare ancora una volta un mero “gioco” d’azzardo, in quanto da sempre, quando si cerca di manovrare le “menti” degli uomini per ridurli a docili “primati”, improvvisamente e senza eclatanti preavvisi, scoppia la “rivolta”. E forse, la dissidenza dei giovani locali di sinistra, in un certo senso, e seppure molto in piccolo, la comincia ad accennare.

Adduso


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