Sogni di luce

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Recentemente la corte europea di Strasburgo si è pronunciata in merito all’affissione del crocefisso nelle scuole pubbliche, dichiarando che il crocefisso rappresenta una violazione del diritto di libertà religiosa.

Tutto nasce dal ricorso di una cittadina italiana di origine Finlandese attenta al concetto di laicità dello stato.

In seguito alla sentenza (non vincolante) della corte europea si sono levate pesanti critiche da parte dei principali giornali italiani, sia quelli filo governativi che quelli più vicini… alll’opposizione…

quasi a confermare quanto dichiarato da radio France dove il corrispondente per l’italia “Eric Valmir” titola: In italia tutti da destra a sinistra sono succubi della chiesa, abbiamo assistito al solito teatrino dei nostri rappresentanti politici (per così dire) tutti indignati mentre si appellavano alle motivazioni più varie, dalle immancabili radici cristiane, fino alle tradizioni, che pena mi fa vedere il simbolo della cristianità, quel nazareno che si è sacrificato per l’umanità, essere paragonato ad una tradizione, come le calze piene di carbone appese al camino il giorno dell’epifania, o come i giochi pirotecnici il primo dell’anno.

Alla fine sembra che gli unici ad aver reagito positivamente alla sentenza della corte europea siano i pochi “residui comunisti del manifesto”, che gioiscono “dell’attacco alla cristianità” da parte dei massoni europei…..

Ma siamo proprio sicuri che le cose stanno così, siamo sicuri che tutto il mondo cristiano italiano difenda l’ostentazione del crocefisso a spada tratta?

Non è proprio così a cominciare dalle comunità cristiane di base che in una loro nota scrivono meno croce e più vangelo.. Riteniamo un traguardo di civiltà, laicità, tolleranza, libertà e pacificazione religiosa la sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo che ha detto «no» all’esibizione del crocifisso nelle scuole pubbliche, ma non sono i soli anche diverse personalità cattoliche si sono schierate a favore della sentenza europea, come Don Luigi Ciotti che scrive su La stampa Sono i giovani i crocefissi da difendere «Un crocifisso è un malato di Aids, che ha bisogno di cure e di sostegno. Un crocifisso è quel ragazzo brasiliano che è morto qualche giorno fa a Torino. A casa aveva lasciato la moglie e i figli, era arrivato qui alla ricerca di un lavoro, e non ce l’ha fatta»

Don Aldo Antonelli che scrive: Non nelle aule del tribunale, là dove spesso vengono condannati gli innocenti ed assolti i delinquenti; né sulle vette dei monti e delle colline, deturpate dalla bulimia vorace di impresari senza scrupoli e amministratori conniventi; e nemmeno nelle aule scolastiche, là dove spesso si ricicla una cultura intrisa di violenza e di soprusi. No! L’unico luogo in cui degnamente può stare una croce è un non luogo: è la coscienza del credente, là dove nascono e maturano quei comportamenti che fanno del cristiano, questo sì, il vero segno della di Lui presenza... ma non solo, perchè difendete il crocefisso e dimenticate gli immigrati titola Don Andrea Gallo su repubblica che scrive: L’Italia è percorsa dall’ossessione identitaria.

Quindi non tutti massoni comunisti atei laicisti, ma anche cristiani e cattolici per altro non tutti laici, difendono a spada tratta l’affissione del crocefisso nei luoghi pubblici, che siano radicali liberi? Può anche darsi, tuttavia si evince che non tutto l’universo cattolico-cristiano italiano è allineato con le posizioni conservatrici di governo e opposizione e di chi ne fa da gran cassa.

Il crocefisso ormai non è più un simbolo religioso ma una bandiera sventolata da chi ne fa proprio il significato per motivi ideologico-politici, da parte di chi ne obbliga l’affissione pena 500 euro di multa, e da chi se ne fa stemma per intimidazioni non proprio cristiane, un ostentazione quella del crocefisso che ne sminuisce il significato e il valore e che sembra più un sistema di demarcazione del territorio.

Il natale è già passato, come anche il tempo dei miracoli, tuttavia caro Gesù, tu che ti sacrificasti permettendo che ti immolassero su una croce per il bene di chi ti disprezzava, scendi un’ultima volta da quella croce e tocca il cuore di chi ti impugna e sventola come una bandiera, ma sopratutto accarezza il volto di quelle persone che hanno bisogno di vederti appeso ad un muro in quanto incapaci di vedere il tuo volto nei loro cuori.

Articolo pubblicato sul numero gen/feb 10 di Jonia News

Siciliacristiana.eu è il principale sito interent per quanto riguarda l’area autonomista e sopratutto fondamentalista cristiana della nostra regione, non che ci sia qualcosa di male, del resto ogni opinione è legittima, e in particolare la stessa varia in fattore del proprio background culturale e ideologico, ciò che per me è fondamentalismo per un altro semplicemente no.

Per questo nonostante le mie divergenze di opinioni leggo il feed di questo sito, l’altro giorno nel mio aggregatore di notizie leggo questo articolo:

IL LIBRO SCOLASTICO NON VA? SEGNALALO ALL’OSSERVATORIO!

vai all’articolo

comincio a leggere l’articolo salto la sviolinata iniziale alla nuova riforma dell’istruzione, ad un certo punto leggo:

Chi non vorrebbe le cose migliori per i propri figli? E ci riferiamo alla scuola dell’obbligo statale in particolar modo per tutte quelle famiglie che non hanno la libertà di scelta

Poverine ste povere famiglie che non possono permettersi di mandare i propri figli in qualche blasonata scuola privata, sono da compatire, perché i propri figli sono costretti a studiare nelle scuole pubbliche, assieme ad altri ragazzini sfortunati come loro, è un po come quando ti serve un avvocato ma non potendoti permettere di assumerne uno ti devi accontentare del difensore d’ufficio.

Non so voi ma non vi sembra schifosamente altezzoso questo modo di considerare la scuola pubblica? come una sorta di centro di educazione per ragazzi indigenti, che purtroppo non possono permettersi una vera istruzione.

poi continua:

Per questo motivo, per questa necessità, vorremmo dare il nostro contributo andando a cercare quelli che, a nostro avviso, sono i migliori manuali scolastici e a segnalare le imprecisioni o le omissioni

ovviamente si crea la necessità di migliorare lo stile di vita scolastico all’interno degli istituti pubblici, per cercare di contenere i danni di quello che ormai si può considerare un vero e proprio problema sociale..

per questo nasce anzi rinasce l’Osservatorio Permanente sull’Editoria e i Libri di Testo una iniziativa a quanto pare patrocinata dal Centro Cattolico di Documentazione di Marina di Pisa che attraverso la collaborazione di studenti, insegnanti e come dice la news di chiunque senta la necessità di una istruzione lontana dalle distorsioni ideologiche.

Index librorum prohibitorum

Lodevole, e ovviamente questo centro cattolico di documentazione, avrà un atteggiamento al di sopra delle parti…

ma quali sono gli argomenti da monitorare? ovviamente la storia dice l’articolo, ma anche le scienze, la geografia(?!) ma anche letteratura e filosofia…

ovviamente l’articolo cade sul tema dell’evoluzionismo tanto caro ai fondamentalisti di cui sopra..  va be era scontato..

Tuttavia vorrei contribuire anche io, e suggerire alcuni argomenti che avrebbero bisogno di una controllatina, cominciamo con la storia, mi piacerebbe che sui libri di storia fosse scritto che durante il nostro medioevo cristiano, ad oriente si viveva un periodo di rinascimento, e in contrapposizione ai secoli bui che contraddistinguono quegli anni nella parte cristiana del mondo in oriente nel nome di Allah venivano approfondite le scienze, si studiava la matematica, come anche l’astronomia e la medicina, e fu grazie al rinascimento musulmano che molte opere del periodo antecedente al medioevo cristiano si salvarono grazie a quei liberi pensatori che armati di papiri intrapresero il loro viaggio in oriente verso quelle che all’epoca erano le capitali del mondo, e grazie anche ai contatti con l’oriente che l’occidente si riprese dall’oscurantismo medioevale.

Mi piacerebbe anche che sui libri di scienze venisse trattato si il creazionismo, ma che venga citato per quello che è, una legittima credenza religiosa senza alcun fondamento scientifico…

Sarebbe interessante infine insegnare storia delle religioni e non religione cattolica, una materia che spieghi le basi delle principali religioni, e che tratti il tragico passaggio dal paganesimo al monoteismo, non per motivi filo integrazionisti, ma per semplice cultura personale.

Credo di aver dato un mio piccolo contributo alla causa promossa “dall’osservatorio permanente sull’editoria e i libri di testo”, è poco ma io sono andato in una scuola pubblica non in una scuola privata che pretendete..

solo una cosa mi lascia perplesso.. che intenzioni ha questo osservatorio nel caso in cui un povero ragazzino indigente che suo malgrado frequenta la scuola pubblica, sia costretto a studiare cosa sia l’evoluzionismo sul proprio libro di testo? questo hanno dimenticato di scriverlo……

Erano gli anni settanta quando grazie ad una norma appositamente emanata dalla corte costituzionale che liberalizzava l’etere, si permetteva alle prime radio private italiane di trasmettere, nascevano infatti le prime “radio libere” non che non ci fossero stati altri esperimenti prima, semplicemente adesso la legislazione italiana non considerava più pirati gli amatori che si accingevano nell’uso-sperimentazione di questa nuova forma di comunicazione, il tutto con costi relativamente bassi.

Le radio libere non erano soltanto esperimenti ludico-imprenditoriali (con i limiti del caso ovviamente) ma spesso erano sinonimo di radio impegnate sia politicamente che socialmente, un esempio su tutti “radio Aut” radio autofinanziata nata nel settantasette fondata da Peppino Impastato dove denunciava gli affari della mafia di Cinisi e di Terrasini, la radio cessò le trasmissioni nel settantotto, qualche mese dopo l’uccisione di Peppino da parte della mafia.

Con il tempo le radio impegnate lasciarono il posto alle radio a carattere commerciale, radicandosi sul territorio nazionale, sfruttando la peculiarità territoriale che le contraddistingueva, sia dal punto di vista culturale che economica, dando risalto alle attività commerciali presenti sul territorio, affermandosi per il periodo degli anni ottanta-novanta come delle importanti realtà locali.

Spesso infatti le radio a carattere commerciale erano dei veri e propri trampolini di lancio usati per arrivare alle radio commerciali a copertura nazionale, (Jerri Scotti, Dj Francesco) o addirittura nel mondo della musica d’autore, (Vasco Rossi, Jovanotti).. da Peppino Impastato a Dj Francesco un salto di qualità non c’è che dire.

Tuttavia il progresso tecnologico e l’evoluzione della multimedialità, hanno fatto si che grazie alla maggior diffusione di contenuti musicali, attraverso canali alternativi quali siti internet dedicati all’ascolto o al download di contenuti a prezzi irrisori, fino ad arrivare alle controverse reti P2P (peer-to-peer) hanno messo in discussione la funzione della radio così come oggi viene concepita, di fatti le possibilità di fruizione dei contenuti multimediali offerti dalla rete, hanno fatto si che sia più immediato scaricare le nostre canzoni preferite nel nostro lettore Mp3, che sintonizzarci con la nostra autoradio.

Quale possibilità allora, quali soluzioni adottare affinché si limiti il declino di questo mezzo che ha contribuito a fare la storia di questo paese, parlo di limitare in quanto è impossibile fermare il cambiamento dei mezzi di comunicazione non ché l’evoluzione delle forme comunicative, la radio così come è concepita adesso non durerà molto, soltanto cambiando la sua finalità da radio locale prettamente commerciale a radio nuovamente impegnata, una soluzione potrebbe essere tornare alle origini di questo fenomeno, colmando gli spazi vuoti lasciati dalle radio commerciali che via via andranno scomparendo, con delle radio autofinanziate a carattere informativo, impegnate nella realtà sociale del territorio e non solo, radio no profit, già adesso ne esistono diverse, supportate speso da una piattaforma on-line da cui trasmettere anche in streaming, ultimamente sta prendendo sempre più piede la tendenza a diffondere contenuti musicali distribuiti con licenze alternative (CREATIVE COMMONS) facilmente scaricabili e condivisibili, in modo da essere liberi anche dal gioco della Siae, ormai ridotta ad essere un ente obsoleto e fine a se stesso, non è passato infatti molto tempo da quando due radio locali “Europa radio e radio phenomena”, sono rimaste coinvolte in una querelle con la su detta.

La radio è morta quindi? No non ancora, bisogna soltanto trasformarla in qualcosa di diverso magari tornando alle origini del fenomeno che l’ha vista nascere, si potrebbe obbiettare che sarebbe più semplice creare una piattaforma on line che investire in una tecnologia che presto o tardi morirà, così come accadde quanto un certo Gutenberg inventò la stampa.. si probabilmente si, tuttavia non è detto che l’utilità sociale della radio sia finita tanto meno che le due tecnologie non possano coesistere, di fatti secondo un recente sondaggio americano sembrerebbe che in un campione di 3.000 possessori di i-pod il 47% degli intervistati di età superiore ai 18 anni sarebbe favorevole alla funzionalità di ricezione radio del popolare player multimediale, percentuale che aumenta sensibilmente spostandoci più in la con l’età, che arriva al 66% degli intervistati con una età superiore ai 34 anni.

A quanto pare il gap tecnologico-generazionale per una volta non ha una connotazione così negativa.

Articolo pubblicato sul numero di ottobre di JoniaNews, ricordo anche se in ritardo che in edicola c’è  ancora il numero novembre-dicembre.
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Dica 33

Posted on: 19 ottobre 2009

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ogni commento è superfluo

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Chi segue da diverso tempo come il sottoscritto, il mondo open source e il mondo linux, conosce benissimo l’istituto d’istruzione superiore Ettore Majorana di Gela, famoso per le video guide realizzate in merito a Gimp software di editing grafico open source, o anche quelle su Openoffice.org, alternativa open alla suite office di casa microsoft.

Volevo segnalare due video che dimostrano come si può essere efficienti e al contempo risparmiare un bel po di soldi adottando l’open source, in particolare il sistema operativo GNU/linux Ubuntu in un laboratorio informatico più precisamente quello dell’istituto Majorana di Gela.

Un modello che sarebbe da importare anche nelle scuole del nostro comprensorio (si lo so fantascienza) non soltanto per risparmiare un bel po di soldi, ma anche per far capire ai ragazzi che non si campa solo di windows che esistono una infinità di alternative a microsoft windows, che tra l’altro guadagna un bel po di soldi anche grazie a scuole e governi che ciecamente e ignorantemente stipulano contratti milionari con la su detta società per fare le stesse cose che si farebbero su un comune pc con linux.

L’altro giorno ho letto questo articolo sul sito di JONIA life, a cura del Prof. Domenico Bonvegna.

Ora lungi da me far diventare questo blog un sito anti Bonvegna, tuttavia non potendo scrivere le mie riserve sull’articolo postato dal su detto sul sito in questione, mi permetto di scrivere le mie opinioni in merito sul mio blog, del resto ho creato il blog per dire la mia, e non credo che ci sia il rischio che diventi monotematico.. non c’è mica solo Bonvegna 🙂

Tornando all’articolo il professore scrive…..    o meglio estrapola da alcuni libri una serie di argomentazioni, tese a difendere le posizioni di chi legittimamente è d’accordo con l’ affissione di simboli religiosi nei luoghi pubblici, in particolare nel testo si fa riferimento al crocefisso, concludendo con una nota in merito all’insegnamento della religione cattolica nelle scuole italiane.

Per risponedere alle domande presenti nel titolo, l’articolo comincia dicendo…

A pagina 46 del libro Ho 80 Tanta fiducia, padre Piero Gheddo, risponde alle domande con un no secco, è doveroso ed è giusto che nelle aule dei tribunali, negli ospedali, nelle scuole e in tutti gli edifici pubblici, il crocifisso ci deve essere. Perché è il simbolo della religione maggioritaria, della nostra storia italiana e dell’Occidente cristiano a cui apparteniamo. Padre Gheddo sottolinea che il crocifisso non è solo un simbolo religioso, ma il simbolo delle virtù dell’Europa, l’espressione più alta della nostra civiltà, che ha dato al mondo i principi massimi su cui si fonda la Carta dei Diritti dell’uomo dell’Onu.

dico interessante quanto scritto, ricapitolando le giustificazioni per l’imposizione del crocefisso sono:

  1. Siamo di più, noi cristiani siamo la maggioranza, quindi qualsiasi struttura pubblica sia essa una scuola, un tribunale un ospedale, deve rappresentare tutta la società ma un po di più i cristiani, perché appunto siamo tanti, ma tanti, manco immaginate quanti….
  2. L’occidente basa le sue radici sul cristianesimo, fesso io che pensavo che il simbolo della nostra società occidentale fosse la democrazia (quella che ci resta) , recentemente abbiamo compiuto delle guerre sante in nome della democrazia, l’abbiamo esportata anche se in modo non molto democratico, e da quanto mi risulta la democrazia non è un concetto cristiano, la democrazia affonda le sue radici ad atene, molto interessante il discorso di Pericle sulla democrazia ateniese, che forse l’autore farebbe bene a leggere, e già che c’è una ripassatina, alla dichiarazione dei diritti dell’uomo dell’onu, vista che è stata inserita nel discorso.

piccola nota, nel dicembre del 2008  il vaticano non firma la convenzione onu sui diritti delle persone con disabilità, forse troppo poco cristiana?

L’articolo continua…

Recentemente ho recensito il volume Come la Chiesa Cattolica ha costruito la civiltà occidentale di Thomas Woods, un giovane storico americano, che puntualmente ribadisce questi concetti. E’ dall’Europa cristiana che scaturisce il valore di ogni persona umana, la parità dei diritti fra uomo e donna, il valore della democrazia, della giustizia sociale, il principio dell’amore e del perdono. Perché mai dovremmo vergognarci della croce di Cristo? Si chiede don Piero.

Stesso discorso, si cerca di etichettare l’occidente e l’europa in un contesto cristiano, la stessa europa che come è stato detto più volte dalle gerarchie cattoliche viene gestita da grigi tecnocrati, il che potrebbe essere condivisibile peccato che il motivo di questo astio con le dirigenze di Bruxelles, sia dovuto ad una politica evidentemente troppo laica per le gerarchie in questione, forse qualcuno si ricorda del NO del vaticano alla depenalizzazione dell’omosessualità.

L’articolo continua con alcuni presunti eccessi di laicità, poi dice…

Che cosa farebbe dell’insegnamento della religione a scuola: lo abolirebbe? Lo trasformerebbe in ora di cultura religiosa? Don Piero risponde che lascerebbe un’ora di religione cattolica per gli studenti che vogliono partecipare, ma che sia una vera ora di cristianesimo, che spiega cosa ha fatto e detto Cristo e cosa dice oggi la Chiesa, che lo incarna nella cultura e nei costumi del nostro tempo.
Spesso nelle ore di religione si parla di tutto tranne che del Vangelo, gli insegnanti di religione debbono essere convinti di dover dare informazioni sul cristianesimo e un’educazione a giudicare i fatti della vita secondo il Vangelo e la millenaria tradizione ed esperienza cristiana. Per il missionario. È giusto che la religione cattolica, in Italia, goda di un trattamento di preferenza, essendo gli italiani in gran parte cattolici battezzati e se scelgono l’ora di religione è per approfondire la fede ricevuta nel battesimo; e poi anche perché in questa fede si radica la cultura italiana, cioè arte, letteratura, architettura, costumi di vita, moralità privata e pubblica, feste popolari, santuari e pellegrinaggi.
Quindi niente cultura religiosa obbligatoria per tutti……..

…..Quanto agli alunni di altre religioni è giusto che ci sia una scuola che insegni la loro fede a chi vuole partecipare. A condizione che quanto si dice nelle lezioni non sia contrario alla Costituzione italiana e alla carta dei Diritti dell’Uomo dell’Onu e qui Gheddo fa riferimento esplicito agli insegnanti islamici nelle moschee e nelle scuole coraniche che più che insegnare le preghiere e le norme morali del Corano, troppo spesso si incita all’odio verso l’Occidente.

Don Piero è buono e compassionevole, e l’ora di religione cattolica non la obbligherebbe mai a nessuno (le altre materie invece devono essere insegnate sotto un bel crocefisso) ma deve essere fatta bene perché la nostra società è basata su questo insegnamento.. dice lui… sempre per Don Piero è giusto che l’insegnamento della religione cattolica sia privilegiata rispetto agli altri culti perché? ma perché noi cristiani siamo tanti, ma tanti….

Qualcuno dovrebbe spiegare al Don Piero che gli insegnati di religione cattolica non sono soltanto privilegiati dal punto di vista formativo, ma anche economico visto che vengono pagati di più rispetto ai loro corrispettivi, che hanno la colpa di insegnare materie diverse, ovviamente stipendio pagato con le tasse di tutti i contribuenti italiani siano essi cristiani o non.

Per non parlare di tutto l’iter necessario per essere abilitati al’insegnamento, iter che viene aggirato dagli insegnati di religione per via del fatto che è sufficiente il via libera del vescovo.

Tutto questo va contro la dichiarazione dei diritti dell’uomo (quella cristiana) tanto da far attivare l’unione europea chiedendo lumi al  governo.. sempre loro i tecnocrati di Bruxelles.

Fonte

L’articolo si conclude con la magnanimità di Don Piero che è d’accordissimo ad insegnare agli studenti di fede diversa una materia religiosa supplementare

Evidentemente il Don non sa dei problemi che si incontrano solo per la materia supplementare all’insegnamento della religione cattolica sia essa matematica o italiano (per tutti gli studenti che sono esonerati dalla materia) figuriamoci se si dovesse assumere un insegnante di religione diversa, in fattore delle diverse fedi presenti in una scuola.

non sarebbe molto più semplice eliminare l’ora di religione cattolica in favore di una materia che insegni storia delle religioni indipendentemente dalle diverse fedi presenti nella classe, certo in questo modo la casta degli insegnanti di religione resterebbe disoccupata e perderebbe tutti i suoi privilegi…

E’ vero anche che con i tempi che corrono è difficile parlare di queste cose, il professor Marani è stato sospeso dal suo incarico solo per aver fatto un questionario agli allievi chiededo se preferivano fare un’ora di religione cattolica o impiegare quel tempo per imparare i diritti civili, non so se lo scandalo sia dovuto al fatto in se, oppure al fatto che soltanto l’ 11% degli studenti ha risposto che sceglierebbero l’ora di religione cattolica.

Per chi fosse interessato è stata creata una petizione per dare il proprio sostegno al Professor Marani e per chiederne la sua reintegrazione. Cosa diceva la carta dei diritti dell’uomo?

http://petizione-per-alberto-marani.netsons.org

Per quanto riguarda le pseudo radici cristiane dell’occidente, il redattore dell’articolo non chè il suo estrapolatore farebbero bene ad informarsi meglio su quanto la nostra civiltà occidentale debba molto all’islam.

Be mi sembra di aver detto tutto…

L’opinione pubblica è una bestia strana, una volta ammaestrata, e compreso le dinamiche che ne regolano i suoi comportamenti, si può pilotare l’indignazione con la facilità con cui schiacciamo i tasti sul telecomando, saltando da un telegiornale all’altro soffermandosi sulle previsioni meteorologiche. Pochi giorni fa a Scicli in provincia di Ragusa, un branco di cani randagi ha inspiegabilmente assalito e ucciso un bambino di dieci anni e ferito una turista tedesca.

La notizia passa rapidamente sui telegiornali e sulla carta stampata, toni allarmisti, e come al solito, l’ennesima emergenza “allarme randagismo” improvvisamente gli italiani scoprono che esistono i cani randagi.

Subito si attivano i sindaci con ordinanze anti randagismo, si taglia l’erba delle aiuole per eliminare facili ripari per i cani, evidentemente per curare il verde pubblico c’è bisogno delle emergenza cani, possibilmente anche una tragedia come in questo caso, si firmano ordinanze e viene dato il tacito consenso ai cittadini di uccidere i cani, sempre più numerose le classiche polpette avvelenate, che vengono raccolte dai volontari che si occupano dei randagi, anch’essi purtroppo minacciati da improvvisati accalappiacani, colpevoli di dare da mangiare ai cani assassini.

evildog

I volontari parlano di clima di psicosi collettiva, anche sui siti locali si è aperto un dibattito in merito dove non sono mancate proposte da parte anche di primi cittadini, proponendo come soluzione “pietose e rispettose eutanasie” facendo leva sui sentimenti che evocano il pensiero della morte del bambino.

Tuttavia nessuno ha spiegato o quantomeno tentato di capire il motivo della strana reazione del branco, nessuno ha detto che quei cani fuggivano da un canile lager, dove venivano maltrattati e fatti morire di fame, dove le ossa dei loro simili erano tutte accatastate una sopra l’altra, basta questo per capire il comportamento del branco, per spiegare la ferocia con cui hanno reagito.

Molti amministratori si sono lamentati dei costi che comporta la gestione dei randagi, ma nessuno ha saputo spiegare che fine abbiano fatto i 3 milioni di euro destinati alla regione Sicilia per combattere il randagismo.

Nessuno se non pochi si sono interrogati sull’origine del fenomeno, ovvero tutte quelle persone che sono incapaci di prendersi cura di un cane, troppo impegnativo da tenere, troppo esoso in termini di tempo e denaro, meglio lasciarlo libero, invece che affrontare la propria incapacità, quel bagaglio troppo ingombrante da portare, in vista delle proprie vacanze, no sarebbe troppo umano prendersene cura maglio fare le bestie, e toglierci la palla al piede, per poi indignarci ad orologeria quando accadono fatti come quelli di Scicli.

Dicono che un tempo una certa persona cacciò fuori i mercanti dal tempio, adesso che i tempi sono cambiati, sono gli stessi mercanti che ergono i templi, e non in nome del capitalismo o del commercio sfrenato, per chi almeno può ancora permetterselo, ma veri e propri templi religiosi costruiti entro le mura dei centri commerciali, i moderni luoghi di culto votati al dio denaro.

La libertà vuole che ognuno in casa propria sia libero di issare tutti i templi che vuole, e a chi vuole, nonostante questo, ritengo che una riflessione sia doverosa.

Questa cappelletta (se proprio si vuole essere generosi viste le dimensioni dello sgabuzzino) costruita al secondo piano del centro commerciale di Tremestieri, ha ricevuto il plauso del sindaco Giuseppe Buzzanca, di vari assessori non ché dell’assessore alle pari opportunità Pinella Aliberti e ovviamente dei responsabili del su detto centro commerciale, che hanno inaugurato l’iniziativa con la collaborazione della chiesa Santa Domenica di Tremestieri.

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Questa cappella nasce a detta degli organizzatori, per dare uno spazio alla religiosità dei dipendenti e dei visitatori del centro commerciale, oltre che un riconoscimento alla tradizione cattolica, ma chi dovrebbe usufruire dei servizi offerti da questa struttura, forse i clienti che vengono folgorati sulla via del carrello, in preda ad un ritrovato sentimento religioso, o magari quei clienti che recitano una preghiera alla Madonna nella speranza che la spesa non prosciughi le finanze familiari, mentre i loro figli recitano una preghierina indirizzata a Gesù bambino, in modo che gli aiuti a persuadere i genitori a comprare l’ultimo videogioco, o gli anziani che invocano Padre pio affinché una volta arrivati alla cassa per accingersi a pagare, faccia in modo che nella propria social(misery, poverty)card ci siano, è proprio il caso di dirlo, quelle benedette 50 euro promesse dal governo per far fronte alla crisi in atto, i dipendenti possono pregare affinché qualcuno lassù faccia in modo che non vengano licenziati o quanto meno che vengano pagati, visto i recenti episodi che hanno visto coinvolto il centro commerciale di Tremestieri.

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Viene da chiedersi se padre Giuseppe Lonia, parroco della Santa Domenica (mai nome è stato più appropriato, visto il caso) sia a conoscenza degli episodi che hanno visto coinvolti i dipendenti del su citato centro commerciale, non che la campagna portata avanti dai dirigenti del centro, che punta alla completa liberalizzazione delle aperture 365 giorni l’anno, compresi festivi e domeniche, con buona pace dell’osservanza del terzo comandamento “RICORDATI DI SANTIFICARE LE FESTE” e quale miglior modo di rendere omaggio il giorno del riposo, se non quella di permettere ai clienti cattolici più consumatori che cristiani, di poter fare i loro acquisti!

Un comportamento poco coerente da parte di persone tanto attente alla tradizione cattolica.

A me personalmente tutta questa corsa alla religiosità sembra soltanto un tentativo di ripulire l’immagine di una impresa, una sorta di verginità ritrovata, facendo leva sulla tendenza degli ultimi anni ad ostentare la propria religiosità a tutti i costi, modificandone la sua natura intima e privatistica, così la religione diventa mezzo per attirare clienti, o solo per far parlare di se, bene o male purché se ne parli, e questo testo non fa eccezione.

Dio, e le regole di mercato, prendi tre paghi 2, il perdono te lo devi guadagnare, per tutto il resto c’è mastercard.

Ognuno sulla vicenda Eluana Englaro si è fatto la propria opinione, l’Italia come al solito si è divisa in due blocchi, chi a favore del padre Beppino Englaro, chi a favore dei così detti “pro vita”(?), fin qui tutto normale, quello che però non riesco in nessun modo a sopportare, e chi sfrutta questa faccende per portare avanti le proprie ipotesi politiche, un sunto del pensiero di queste persone lo potete leggere in questa pagina.

L’articolo comincia insinuando il dubbio che la morte del corpo della Englaro, non sia avvenuta in modo “regolare”, scrivendo che Eluana Englaro era “sana”, sarebbe interessante sapere cosa significa “sana” se può essere considerato sano un corpo che si trova da 17 anni in stato vegetativo irreversibile, 17 anni di atrofizzazione dei muscoli, un corpo devastato da 17 anni di cure, come riporta la giornalista rai che ha visto Eluana nel suo letto, anni luce distante dalle foto fatte vedere da padre, gesto che merita tutto il nostro rispetto, in quanto sarebbe stato più facile far vedere le condizioni di eluana adesso e non foto di 17 anni fa, che la vedeva nel pieno della sua giovinezza, all’apice della sua vitalità.

avvoltoi che si nutrono di carogne

avvoltoi che si nutrono di carogne

E’ ignobile sfruttare la vicenda Eluana per i propri tornaconti politici, o per portare avanti le proprie cause politiche, arrivando ad ipotizzare un colpo di mano dei medici, smentito tra l’altro dalla autopsia effettuata sul corpo della englaro.

L’articolo continua con violenti attacchi al padre di Eluana, ai politici di sinistra, magistrati, medici:

mettersi a urlare contro questi kapò, naziideologhi in camice bianchi

Fino ad arrivare a citare l’eugenetica, attacchi alla procura di udine, alla regione Friuli, e come non poteva esserci anche il presidente della repubblica Napolitano, con la sua storia comunista alle spalle, sembra quasi di leggere tra le righe, il solito comunisti: sangue, terrore, morte.

l’articolo si conclude con l’esaltazione della propria parte ideologica, e la demonizzazione del proprio avversario politico/ideologico

è stata trasferita da un luogo (la clinica di Lecco) affidata ad una carità santificante e benedicente (le suore) cioè “dalla cura ippocratica e cristiana alle mani volenterose di una setta di devoti della morte

L’articolo si intitola “ELUANA UCCISA DALL’IDEOLOGIA”, sinceramente non so quanto lo stesso sia esente dall’ ideologia, l’ideologia di chi sfrutta vicende come  questa, per sferrare attacchi verso il proprio “nemico”, le stesse persone che urlano eutanasia adesso, e che non hanno detto una parola quando Giovanni paolo secondo fu “lasciato andare”, in quella occasione non ho letto da nessuna parte “hanno ucciso il papa”

Quando si cerca di insegnare qualcosa ad altre persone, inevitabilmente, il più delle volte per buona fede, si trasmette anche qualcosa di nostro, le nozioni che comunichiamo sono in qualche modo plasmate dal nostro modo di pensare e di vedere le cose, il che non è necessariamente una brutta cosa a patto che questo arricchimento di informazioni che contornano quello che diventerà il bagaglio culturale della persona che ci ascolta non vada a modificare la natura di queste nozioni.

Durante quello che fu il mio percorso scolastico, da quando ancora si portava il grembiule con il fiocco rosso perennemente sfatto, fino alle superiori di una mezza decina di anni fa, senza la minima traccia di educazione civica …la materia, tra maestri, maestre e prof, il quale chi più chi meno, non erano estranei a manifestare le loro posizioni politico-religiose, a volte come semplici dibattiti (ma non dovevamo fare elettrotecnica?? queste sono lezioni di vita!!) impegnando diverse ore di lezione a spiegare per quale motivo lui l’ingegnere, era d’accordo con l’intervento degli stati uniti in Irak, oppure per spiegare che lui in quanto professore ci teneva a vedere il crocefisso nelle aule , mica come quello li come si chiama… si lui…. quello che l’ha preso e gettato dalla finestra, l’avete visto alla trasmissione con vespa vero!! oppure come quegli insegnati che alle elementari tra un padre nostro ed una ave maria, recitati rigorosamente tutti i giorni prima di cominciare le lezioni e prima di andarcene a casa, mano con mano e in fila per due con i più bravi della classe a fare da capo fila.

oradireligione

Quella preghierina che scandiva la fine delle lezioni per poi scappare a casa a mangiare e vedere i cartoni animati prima dei compiti pomeridiani, chi sa perché avevamo tutti voglia di pregare….. il tutto con una “o bella ciao” ogni tanto seguito da qualche aneddoto sulla resistenza, alla fine delle elementari avevo qualche lacuna in matematica, ma conoscevo “o bella ciao” alla perfezione.

Io la mattina mi svegliavo si, ma invece di vedere l’invasor me ne andavo a scuola (per fortuna), dove la maestra con la foto del cristo sulla cattedra, tra un anatema a madonna, no la vergine la cantante …con un nome così bello!!…, ed una fatwa a Renzo Arbore (mai capito il perché!!) ci spiegava che dovevamo fare i bravi …altrimenti il diavolo vi farà visita la notte ai piedi del letto… dai che adesso è ora di fare il compito in classe, l’oggetto? Il magistrato Di Pietro, quanto è bravo quanto è bello, va be quella era attualità e può passare, in fondo è inerente con i programmi scolastici, meno inerente invece è discriminare altri alunni in base alla loro religione …vedrai che tu prima o poi ti convertirai… insomma cinque anni di elementari passati all’ombra del cattobigottismo non che con il mito della resistenza, per carità non ho niente contro la resistenza ma sarebbe stato più consono chiamarla in causa quando si doveva trattare il periodo storico inerente al fascismo, e o bella ciao? Bella e importante canzone…. ma bastaaaaaaaa!

Arrivo alle scuole medie, prof di musica …dai cantiamo insieme… cosa? O bella ciao………… comunque non tutti i mali vengono per nuocere io la sapevo gli altri no.. tiè!!, l’immancabile ora di religione rigorosamente cattolica, quel giorno una mia compagna di classe: sa professoressa io credo nella reincarnazione… la prof: come i buddistiii!!!!

Alle superiori la situazione non cambiava di molto la solita ora di religione, l’ingegnere americanista, occidentalista filo interventista, è un curioso professore di sinistra politicamente impegnato, gli altri professori fate attenzione quello è comunista!! io sarei stato anche disposto a relazionarmi con questo fantomatico professore comunista, del resto quelli erano gli anni dove piano piano si cominciavano a far strada le mie prime idee politiche, questo logicamente se questo professore si fosse degnato di essere presente, se non per qualche comparsata e qualche lezione.

Questi divertenti aneddoti fanno parte di un contesto scolastico dove ogni insegnante a modo suo cerca di dare una visione delle cose illuminata dalle proprie convinzioni ideologiche, il che se per certi versi è normale in quanto non si può pretendere che un insegnante per quanto obbiettivo possa essere cambi radicalmente modo di pensare o peggio ancora che tutti gli insegnanti abbiano le stesse idee, tuttavia bisogna capire che l’ambiente scolastico prima di ogni altra cosa deve essere un ambiente pluralista, una fucina dove plasmare la società che un giorno ci sostituirà, è importante mostrare loro i vari modi di pensare, cercando di evitare che questo diventi un mezzo per propagandare la nostro modello di società in quanto questo è il gravoso compito che spetterà a loro una volta usciti dal mondo scolastico ed entrati nel mondo vero e proprio.

Articolo pubblicato su jonianews: dicembre 2008


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