Sogni di luce

Archive for the ‘cronaca’ Category

Inchieste giudiziarie e ricercatori sostengono che il Ponte sullo Stretto di Messina, più che due sponde, servirà a congiungere due cosche, o meglio, le due grandi holding criminali che controllano il territorio e l’economia in Calabria e Sicilia. Nell’Università di Messina, però, mafia e ‘ndrangheta operano in collegamento perlomeno sin dagli anni ’70, quando anche grazie a certi “studenti” di estrema destra e all’occhio benevolo degli inquirenti, l’Ateneo divenne il laboratorio sperimentale di un’alleanza politico-criminale che avrebbe colto i suoi frutti con la stagione delle stragi del 1992-93.

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Chiusa l’A19 tra Roccalumera e Giardini Naxos e la statale 114 (ANSA) – MESSINA, 24 SET – Una frana a Letojanni, vicino a Taormina, ha provocato l’interruzione di collegamenti stradali e ferroviari tra Messina e Catania. E’ chiusa al traffico l’A19, tra gli svincoli di Roccalumera e Giardini Naxos. La frana ha provocato la chiusura al traffico anche della strada statale 114 e della linea ferroviaria Catania-Messina. Ieri la centrale operativa della Protezione Civile regionale aveva lanciato l’allarme su un nuovo peggioramento delle condizioni meteo in Sicilia.

Fonte: ansa.it

“Le conseguenze più evidenti della crisi in provincia di Messina sono state la perdita, nei primi sei mesi dell’anno, di oltre quattromila posti di lavoro, e il ricorso alla cassa integrazione che rispetto al 2008 è aumentato del 150%”. Lo dicono Lillo Oceano, segretario generale della Cgil di Messina, e Isella Calì della segreteria generale di Messina.

“Nelle ultime settimane, in provincia di Messina, le difficoltà legate al calo delle commesse hanno colpito la cooperativa Italia, impresa portuale che opera direttamente con la Duferdofin che ha avviato le procedure di cassa integrazione straordinaria e in deroga”, hanno proseguito. “Hanno chiuso, invece, la ‘Service e Service’, azienda che gestiva i bar dell’università – ribadiscono i sindacalisti – La Gdm, gruppo Carrefour Milazzo, ha prorogato la cassa integrazione per 45 dei 110 dipendenti fino a settembre”.

Fonte: siciliainformazioni.com

sopratutto in provincia di messina

(AGI) – Palermo, 11 lug. – La crisi economica, nei primi tre mesi del 2009, ha costretto il 29,23% delle imprese siciliane ha dovuto licenziare propri dipendenti. Il dato emerge dalla Ricerca sulla crisi e le imprese siciliane prodotta dalla Cna Sicilia. La ricerca si basa sul monitoraggio di 1.086 piccole imprese e imprese artigiane che operano nelle nove province siciliane in diversi settori: manifatturiero, costruzioni, servizi alle persone, servizi alle persone, servizi alle imprese, impiantistica. Il settore nel quale si registra la maggiore percentuale di imprese che ha licenziato personale e’ quello delle costruzioni con il 44,40%, segue il manifatturiero con il 28,96%, mentre il piu’ basso e’ il settore dei servizi alle imprese, con il 17,31%. La provincia nella quale si registra la piu’ alta percentuale di imprese che ha licenziato personale e’ Messina con il 42,98%, segue il 37,14% di Catania, mentre la percentuale piu’ bassa si registra a Palermo, con il 18,92%. Nel dettaglio, i posti di lavoro persi nei primi tre mesi del 2009 sono stati 649; 246 posti sono stati persi nel settore costruzioni, 148 nel manifatturiero, 84 nei servizi alle presone, 72 nei servizi alle cose, 13 impiantisti, 13 nei servizi alle imprese, 71 in altri settori.
Nei primi tre mesi del 2009 il 39,23% delle imprese siciliane ha subito una riduzione sull’erogazione del credito, sia per gestione che per investimenti. La provincia piu’ colpita e’ Messina, dove il 66,12% delle imprese denuncia una contrazione del credito; segue Catania con il 52,86%, Siracusa con il 50%, mentre il dato minore si registra in provincia di Caltanissetta, con il 15,79%. La contrazione maggiore del credito in Sicilia si registra nel settore delle costruzioni con il 46,12%, seguito dal manifatturiero con il 37,84%. Dalla ricerca si evince, inoltre, che il 77,44% delle imprese denuncia un aumento del costo del denaro.
E ancora: il 72,10% delle imprese siciliane denuncia, nei primi tre mesi del 2009, un calo del fatturato che oscilla fra il 10 e il 50 percento. Il calo maggiore si registra a Messina, dove l’83,47% delle imprese denuncia una riduzione del fatturato; segue Siracusa con l’83,33%, mentre a Catania ed Enna si registra un dato dell’81%. Il dato piu’ basso e’ quello di Caltanissetta, dove il 47,37% segnala un calo del fatturato.
Il settore piu’ colpito e’ quello dei servizi alle cose: l’80% delle imprese di questo settore segnala un calo del fatturato. Seguono il settore manifatturiero con il 76,06% e costruzioni con il 71,98%. Il 70,81% delle imprese segnala, inoltre, un calo del degli ordinativi: questo elemento si traduce in una aspettativa di riduzione della produzione, per il 2009, di oltre il 30%.

Fonte: http://www.agi.it/palermo/notizie/200907111714-eco-rpa0011-crisi_giu_credito_e_fatturato_in_sicilia_imprese_licenziano

Domenica 5 luglio a S. Teresa di Riva verrà inaugurata la prima comunità rumena del comprensorio ionico.
A darne l’annuncio i rappresentanti della comunità, Zsoldis Daniel e Varga Daniel da anni residenti con le proprie famiglie a S. Teresa di Riva, comune che ha dato i natali a moltissimi cittadini rumeni che dopo l’entrata in Europa della Romania hanno acquistato importanti diritti, tra i quali il diritto al voto, non garantito invece ai cittadini stranieri extracomunitari, migliorando il loro grado di integrazione culturale all’interno del tessuto sociale.
“La presenza di cittadini rumeni nel nostro comprensorio è molto significativa, infatti la nazionalità rumena è quella prevalente tra le comunità di stranieri residenti. Solo a S. Teresa di Riva su 217 stranieri iscritti all’anagrafe, 96 sono cittadini rumeni, mentre il centro il Picchio su 236 immigrati accolti, ha assistito con svariati interventi di supporto 118 rumeni tra adulti e minori”. Questa la dichiarazione di Antonella Casablanca, responsabile del centro il Picchio di S. Teresa di Riva che dal 2004 rappresenta sul territorio l’unico servizio di sostegno agli stranieri della riviera ionica.
La prima iniziativa della comunità rumena trova concreta realizzazione nella costituzione della Chiesa Evangelica “Emanuel”, che risponde al desiderio condiviso di moltissimi cittadini rumeni che da anni aspirano ad avere un luogo dove potersi riunire, potersi confrontare e tramite la preghiera alleviare i piccoli problemi quotidiani.
Alla cerimonia di inaugurazione interverranno il Sindaco del Comune di S. Teresa di Riva, dott. Alberto Morabito, il Pastore della Comunità di Perugia, Danut Iacov, il Pastore della Comunità di Roma, Natanael Picaratu ed il Pastore di Messina, Francesco Frusteni.
L’evento si terrà domenica 7 luglio a partire dalle ore 10.00 a S. Teresa di Riva in via Sparagonà Vico I n ° 7. Alla fine dell’inaugurazione verrà offerto a tutti i partecipanti un rinfresco con specialità gastronomiche rumene.

Fonte: http://www.jonialife.it/index.asp?action=viewart&id=4054

E pensare che una volta radio pirata faceva rima con radio impegnata


radio

I rappresentanti legali di due emittenti messinesi, ”Europa Radio” di Santa Teresa di Riva e ”Radio Phenomena” di Furci Siculo, sono stati denunciati per le violazioni previste dalla normativa inerente alla protezione del diritto d’autore e gli altri diritti connessi al suo esercizio. Le due radio sono finite nel mirino della Brigata della Guardia di Finanza di Ali’ Terme, nel messinese, nell’ambito delle attivita’ volte alla repressione della pirateria audiovisiva. L’operazione e’ stata effettuata lo scorso 11 giugno congiuntamente a funzionari delle sedi Siae di Palermo e Messina e dei servizi di antipirateria della Direzione Generale della Societa’ con sede a Roma. Le emittenti interessate hanno pero’ manifestato la volonta’ di regolarizzare le rispettive posizioni nei confronti della Siae, utilizzando repertorio musicale protetto e sottoscrivano una specifica licenza alla diffusione via etere rilasciata dalla Siae e corrispondano, sulla base dei dati desunti dal conto consuntivo annuale, i compensi dovuti.

Fonte: www.strill.it

Qualche piccolo link per ascoltare tutta la musica che volete, www.jamendo.com, tantissimi artisti che non hanno nulla da invidiare agli artisti più blasonati, mandati fino all’ossessione  dalle “radiole” locali, con l’unica differenza che questi hanno deciso di stare fuori dai normali circuiti di distribuzione e dalle industrie musicali, da questo sito è possibile sia ascoltare che scaricare musica in modo gratuito e legale.

Se poi volete ascoltare musica di artisti già famosi potete visitare il sito www.lastfm.it il sito crea un profilo dei vostri gusti musicali e vi consiglia artisti e canzoni che potrebbero piacervi.

Chi vive nel quartiere Passo Botte sa benissimo i disagi che si creano ogni qualvolta piove,  il torrente Coletta confluendo nel torrente Sparagonà, causa allagamenti e notevoli danni,  coinvolgendo tutti i veicoli che transitano in questa zona.

Per questo motivo i cittadini hanno sottoscritto una petizione,  in seguito inviata al sindaco di Santa Teresa di Riva Dr. Alberto Morabito , allegando una lettera che elenca i disagi che interessano via Sparagonà.

Da tanti anni, assistiamo inermi ad una situazione ormai divenuta intollerabile che si verifica contestualmente alle precipitazioni atmosferiche che colpiscono la nostra zona; la notevole quantità d’acqua piovana proveniente sia dal lato est (Via Coletta), sia dal lato ovest, si riversa sul manto stradale adiacente le nostre abitazioni creandoci non pochi disagi e notevoli danni, cosi come risulta dalle foto che si allegano alla presente istanza;
in più occasioni la Via Sparagonà, all’altezza dei numeri civici 270 -280 si è trasformata in un lago che, debordando, ha allagato i piani terra delle abitazioni prospicienti e producendo, come detto prima, gravissimi danni ai residenti; nei disagi, di volta in volta, vengono coinvolti tutti quelli che transitano per le frazioni più a monte dello stesso comune di Santa Teresa di Riva (Quartarello, San Gaetano, Giardino, Misserio, Fautarì) e quelli che debbono raggiungere le frazioni di San Carlo, Misitano, Rimiti del Comune di Casalvecchio Siculo: le piogge, persino, le più blande, paralizzano la circolazione stradale, auto rimangono in panne, la viabilità diventa impossibile.
Più volte sono stati effettuati sopralluoghi, nell’immediatezza dei fatti, da parte dei Vigili Urbani di S. Teresa di Riva, da parte di componenti dell’Ufficio Tecnico comunale, ma a tutt’oggi nessuna iniziativa, finalizzata ad evitare il ripetersi dei disagi, è stata adottata.
Le acque meteoriche invadono la carreggiata perché i canali di raccolta e smaltimento (quei pochi esistenti) sono insufficienti e inidonei a svolgere la funzione per la quale sono stati realizzati.
Permanendo tale stato di cose, si ha il timore che, in assenza di idonei progetti e di concreti interventi da parte del Comune di Santa Teresa di Riva, il pericolo di allagamento delle abitazioni, anche in presenza di precipitazioni piovose non eccezionali resta costante.
”A tal proposito ci preme ricordare che nei confronti del Comune pende un giudizio, intentato da un danneggiato, per risarcimento dei danni cagionati da allagamento.
Per porre fine al costante pericolo ed evitare nuovi danni, prevenendo il sorgere  anche di azioni giudiziarie, chiediamo:
– Che l’Amministrazione Comunale di Santa Teresa di Riva, immediatamente, attraverso il proprio ufficio tecnico, provveda a far redigere un progetto per la raccolta e lo smaltimento delle acque nel quartiere PASSO BOTTE con il riversamento delle stesse nel torrente Savoca;
– Che la Giunta e il Consiglio Comunale, nell’adozione del bilancio di previsione 2009, ciascun per quanto di competenza, provvedano a istituire i capitoli di bilancio necessari per la copertura finanziaria del predetto progetto.
Qualora non venisse dato formale incarico per la redazione del necessario progetto e non venisse prevista, in bilancio, la necessaria copertura finanziaria riterremo la presente istanza disattesa e – senza ulteriore indugio – , ci rivolgeremo al Magistrato competente per la più ampia tutela dei nostri diritti. Facciamo appello alla sensibilità dell’intero Consiglio Comunale e restiamo in attesa di quanto richiesto”

fonte: http://www.tele90.it/news.asp?news_id=6171

Questa mattina il quartiere ha ricevuto la visita di un giornalista di tele90 con tanto di cameraman per realizzare un servizzio in merito a quanto su detto.

Milazzo è una città che da molto tempo è al centro di un dibattito in merito all’inquinamento e ovviamente a tutto ciò che esso comporta, apparentemente causato a detta di molti cittadini e non solo, dalla presenza di stabilimenti industriali presenti in città e nelle località vicine.

Come se non bastasse Milazzo è una città dove l’incidenza dei tumori è superiore alla media regionale.

Per questo ho chiesto l’opinione di Alex, un mio amico milazzese, in merito al problema ambientale di Milazzo.

D: Cosa dicono i cittadini che abitano a pochi km dalla zona industriale mi Milazzo – S. Filippo del Mela?

ALEX: Come abitante di questo luogo rispondo che qui tutti siamo stanchi di subire l’inquinamento delle fabbriche.

D: Cosa significa essere stanchi di subire?

ALEX: Siamo stanchi perché da 40 anni a questa parte le fabbriche stanno degradando il nostro territorio e il nostro ambiente. Da un po’ di tempo si parla anche di molti casi di tumori fra i cittadini e molti dei quali muoiono per queste malattie. Non esiste ancora una certezza scientifica delle cause, ma tutti sappiamo che è l’aria sporca che ci fanno respirare ogni giorno. Lo dicono molti medici che curano i malati di tumore. Secondo i loro studi e le loro ricerche, ci sono alcune zone dove ci sarebbero più casi di tumori rispetto alla media nazionale. Non saprei dire la percentuale, ma so che è molto più alta della media nazionale.

D: Che tipo di stabilimenti industriali ci sono?

ALEX: Come stabilimenti qui abbiamo un po’ di tutto nella zona industriale che si estende da Giammoro a S. Filippo del Mela e Milazzo. Non tutte le altre industrie non hanno ciminiere grandi come quelle della termoelettrica o della raffineria e da essi non esce così tanto fumo. E poi, sono poche le fabbriche che hanno dei bruciatori. Nei vari stabilimenti si producono materiali per l’edilizia, imbarcazioni, prodotti farmaceutici, ecc. In più ci sono capannoni utilizzati come depositi per prodotti alimentari destinati alla grande distribuzione. Queste attività industriali hanno ben poco da inquinare, visto che non producono grandi quantità di materiale di scarto.

D: Come si fa a dire che le cause sono proprio le fabbriche?

ALEX: Beh! Qui c’è una concentrazione di fabbriche che altrove non c’è. Ho letto su una rivista che esistono posti al mondo dove le persone che vivono vicino le fabbriche hanno più probabilità di ammalarsi. Infatti, lì la percentuale di malati supera di gran lunga la media mondiale. E non pensate che questi luoghi siano lontani da noi! Basti pensare a Gela, dove c’è una fabbrica petrolchimica dove anche lì la percentuale di casi di tumori e altre malattie è più alta che altrove. Forse lì c’è addirittura più rischio per la salute che qui da noi. Non credo che possano trattarsi solo di coincidenze.

D: Vista la situazione, perché non fate nulla per protestare?

ALEX: Protestiamo ogni giorno, solo che la nostra voce rimane inascoltata. Nessuno vuole ascoltarci. Non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire. La voce dei cittadini non serve a molto, abbiamo bisogno dell’aiuto dei nostri politici, solo che non si interessano. Sono tutti bravi a chiedere i voti, ma quando c’è da fare qualcosa per la popolazione si tirano indietro. Io personalmente sono anche stanco di votarli.

D: Voi tutti accusate le fabbriche di inquinare, ma quali sono le sostanze immesse nell’atmosfera?

ALEX: Purtroppo non siamo mai riusciti a sapere cosa esce dalle ciminiere. Sappiamo solo che alcune emettono fumi invisibili, altre immettono fumi molto densi che si vedono a distanza di km, ma non sappiamo quali sostanze contengono. La gente teme di più i fumi densi, forse perché sono più visibili, ma forse dobbiamo temere di più quelli che non si vedono.

D: Ma non vengono utilizzati i filtri per i fumi?

ALEX: Loro dicono di si, ma chi è deve verificare se è vero? E sono davvero funzionanti questi filtri? Sono domande che ci siamo sempre fatti tutti ma nessuno ha saputo mai risponderci.

D: La classe politica cosa dice in merito?

ALEX: C’è chi si interessa e fa qualche pressione e chi no.

D: Quanto pesa questo problema nelle campagne elettorali locali?

ALEX: Beh! dipende da chi sono i politici. Qualcuno fa di questa battaglia un punto di forza nella campagna elettorale, ma chissà perché, finisce per perdere le elezioni. E’ successo tante volte (troppe volte!). Forse i cittadini sottovalutano il problema, oppure la spiegazione è da ricercarsi altrove. Prima di andare a votare però bisogna valutare se il politico di turno dice le sue parole con sincerità, se è davvero motivato a portare avanti la sua battaglia oppure se è solo un modo per guadagnare più voti e basta.

D: Avete l’appoggio di associazioni ambientaliste? Se si cosa è stato fatto?

ALEX: Qualche appoggio credo che ci sia, anche se non in maniera diretta. Però anche loro non possono fare molto se non hanno prove. Come si fa a dire che una fabbrica inquina se non si hanno le prove?

D: Qual’è la risposta degli enti industriali interessati?

ALEX: Ovvio! Dicono che non è vero che inquinano. Ammettono che alcune sostanze inquinanti fuoriescono dalle loro ciminiere, ma secondo loro i livelli sono entro i limiti imposti dalla legge, quindi sono a norma. Sempre secondo loro poi, le ricadute sono concentrate in un’area molto ridotta all’interno della fabbrica stessa, quindi non dovrebbero interessare le case vicine. E’ anche vero però che c’è grande concentrazione di case vicino le fabbriche, la maggior parte delle quali sono state costruite prima della costruzione delle fabbriche stesse, quindi non si possono incolpare i cittadini di abitare lì vicino, perché ci abitavano già da prima.

Voglio aggiungere una cosa: per farti capire meglio il discorso, immaginati che un giorno decidono di costruire una fabbrica a pochi metri da casa tua. Cosa fai? Di sicuro proverai ad opporti alla costruzione, dicendo che una fabbrica in quella posizione potrebbe danneggiarti. E se loro non se ne vanno perché hanno tutte le carte in regola per costruire, che fai? Dovrai subire le emissioni inquinanti di una fabbrica vicino casa tua, con tutti i rischi che potresti correre. Oppure cambi casa se ne hai la possibilità. Molte persone però questa possibilità non ce l’hanno.

D: Prospettive per il futuro? Credi che si arriverà mai alla soluzione del problema ambientale di Milazzo o quanto meno un compromesso?

ALEX: Per il futuro non so che prospettive possiamo aspettarci. Per tanto tempo non si è fatto nulla, quindi penso che sia normale il pensiero collettivo che non si farà molto nel prossimo futuro. Forse in un futuro lontano qualcosa potrebbe cambiare.

Altre risorse in merito alla situazione ambientale di Milazzo

http://www.intornoamessina.it/articoli/119/inquinamento-milazzo-la-strage-continua/

http://www.ecodisicilia.com/milazzo-me-inquinamento-da-radon.htm

http://www.revestito.it/?RSS=254179


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