Sogni di luce

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Inchieste giudiziarie e ricercatori sostengono che il Ponte sullo Stretto di Messina, più che due sponde, servirà a congiungere due cosche, o meglio, le due grandi holding criminali che controllano il territorio e l’economia in Calabria e Sicilia. Nell’Università di Messina, però, mafia e ‘ndrangheta operano in collegamento perlomeno sin dagli anni ’70, quando anche grazie a certi “studenti” di estrema destra e all’occhio benevolo degli inquirenti, l’Ateneo divenne il laboratorio sperimentale di un’alleanza politico-criminale che avrebbe colto i suoi frutti con la stagione delle stragi del 1992-93.

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Recentemente la corte europea di Strasburgo si è pronunciata in merito all’affissione del crocefisso nelle scuole pubbliche, dichiarando che il crocefisso rappresenta una violazione del diritto di libertà religiosa.

Tutto nasce dal ricorso di una cittadina italiana di origine Finlandese attenta al concetto di laicità dello stato.

In seguito alla sentenza (non vincolante) della corte europea si sono levate pesanti critiche da parte dei principali giornali italiani, sia quelli filo governativi che quelli più vicini… alll’opposizione…

quasi a confermare quanto dichiarato da radio France dove il corrispondente per l’italia “Eric Valmir” titola: In italia tutti da destra a sinistra sono succubi della chiesa, abbiamo assistito al solito teatrino dei nostri rappresentanti politici (per così dire) tutti indignati mentre si appellavano alle motivazioni più varie, dalle immancabili radici cristiane, fino alle tradizioni, che pena mi fa vedere il simbolo della cristianità, quel nazareno che si è sacrificato per l’umanità, essere paragonato ad una tradizione, come le calze piene di carbone appese al camino il giorno dell’epifania, o come i giochi pirotecnici il primo dell’anno.

Alla fine sembra che gli unici ad aver reagito positivamente alla sentenza della corte europea siano i pochi “residui comunisti del manifesto”, che gioiscono “dell’attacco alla cristianità” da parte dei massoni europei…..

Ma siamo proprio sicuri che le cose stanno così, siamo sicuri che tutto il mondo cristiano italiano difenda l’ostentazione del crocefisso a spada tratta?

Non è proprio così a cominciare dalle comunità cristiane di base che in una loro nota scrivono meno croce e più vangelo.. Riteniamo un traguardo di civiltà, laicità, tolleranza, libertà e pacificazione religiosa la sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo che ha detto «no» all’esibizione del crocifisso nelle scuole pubbliche, ma non sono i soli anche diverse personalità cattoliche si sono schierate a favore della sentenza europea, come Don Luigi Ciotti che scrive su La stampa Sono i giovani i crocefissi da difendere «Un crocifisso è un malato di Aids, che ha bisogno di cure e di sostegno. Un crocifisso è quel ragazzo brasiliano che è morto qualche giorno fa a Torino. A casa aveva lasciato la moglie e i figli, era arrivato qui alla ricerca di un lavoro, e non ce l’ha fatta»

Don Aldo Antonelli che scrive: Non nelle aule del tribunale, là dove spesso vengono condannati gli innocenti ed assolti i delinquenti; né sulle vette dei monti e delle colline, deturpate dalla bulimia vorace di impresari senza scrupoli e amministratori conniventi; e nemmeno nelle aule scolastiche, là dove spesso si ricicla una cultura intrisa di violenza e di soprusi. No! L’unico luogo in cui degnamente può stare una croce è un non luogo: è la coscienza del credente, là dove nascono e maturano quei comportamenti che fanno del cristiano, questo sì, il vero segno della di Lui presenza... ma non solo, perchè difendete il crocefisso e dimenticate gli immigrati titola Don Andrea Gallo su repubblica che scrive: L’Italia è percorsa dall’ossessione identitaria.

Quindi non tutti massoni comunisti atei laicisti, ma anche cristiani e cattolici per altro non tutti laici, difendono a spada tratta l’affissione del crocefisso nei luoghi pubblici, che siano radicali liberi? Può anche darsi, tuttavia si evince che non tutto l’universo cattolico-cristiano italiano è allineato con le posizioni conservatrici di governo e opposizione e di chi ne fa da gran cassa.

Il crocefisso ormai non è più un simbolo religioso ma una bandiera sventolata da chi ne fa proprio il significato per motivi ideologico-politici, da parte di chi ne obbliga l’affissione pena 500 euro di multa, e da chi se ne fa stemma per intimidazioni non proprio cristiane, un ostentazione quella del crocefisso che ne sminuisce il significato e il valore e che sembra più un sistema di demarcazione del territorio.

Il natale è già passato, come anche il tempo dei miracoli, tuttavia caro Gesù, tu che ti sacrificasti permettendo che ti immolassero su una croce per il bene di chi ti disprezzava, scendi un’ultima volta da quella croce e tocca il cuore di chi ti impugna e sventola come una bandiera, ma sopratutto accarezza il volto di quelle persone che hanno bisogno di vederti appeso ad un muro in quanto incapaci di vedere il tuo volto nei loro cuori.

Articolo pubblicato sul numero gen/feb 10 di Jonia News

Secondo i dati forniti dalle Casse Edili siciliane, il settore edile avrebbe perso nel 2009 circa 30 mila posti di lavoro, con una diminuzione del monte-ore del 50% e con un crollo del valore aggiunto del settore del 12%.

Non è finita, giacché il settore edile deve fare i conti anche con una diminuzione del 18 per cento delle ore lavorate e delle gare bandite. Queste ultime, infatti, sono state ridotte del 66 per cento e sono passate dalle 1225 del 2007 alle 407 del 2009.

Se si guarda ai dati di Messina, una delle provincie che ha potuto contare sul settore edile per decenni, la situazione appare gravissima. Nel 2009 sono state autorizzate oltre un milione di ore di cassa integrazione.

Non solo, ma l’anno scorso sono state presentate 8 mila domande di integrazione salariale all’Inps , mentre alla Cassa Edile locale risultano 1500 iscritti in meno rispetto all’anno precedente.

Sempre nel 2009 sono stati ispezionati 274 cantieri edili che facevano riferimento a 281 imprese, 118 delle irregolari.

fonte: messina.blogsicilia.it

Concorso per 359 posti disponibili nella marina militare italiana

Concorso, per titoli, per il reclutamento straordinario di 359 unita’ nei ruoli dei volontari di truppa in servizio permanente della Marina militare, di cui 220 nel Corpo equipaggi militari marittimi (CEMM) e 139 nel Corpo delle capitanerie di porto (CP)

il concorso scade il 22 marzo 2010

per ulteriori dettagli visitate questo link

Siciliacristiana.eu è il principale sito interent per quanto riguarda l’area autonomista e sopratutto fondamentalista cristiana della nostra regione, non che ci sia qualcosa di male, del resto ogni opinione è legittima, e in particolare la stessa varia in fattore del proprio background culturale e ideologico, ciò che per me è fondamentalismo per un altro semplicemente no.

Per questo nonostante le mie divergenze di opinioni leggo il feed di questo sito, l’altro giorno nel mio aggregatore di notizie leggo questo articolo:

IL LIBRO SCOLASTICO NON VA? SEGNALALO ALL’OSSERVATORIO!

vai all’articolo

comincio a leggere l’articolo salto la sviolinata iniziale alla nuova riforma dell’istruzione, ad un certo punto leggo:

Chi non vorrebbe le cose migliori per i propri figli? E ci riferiamo alla scuola dell’obbligo statale in particolar modo per tutte quelle famiglie che non hanno la libertà di scelta

Poverine ste povere famiglie che non possono permettersi di mandare i propri figli in qualche blasonata scuola privata, sono da compatire, perché i propri figli sono costretti a studiare nelle scuole pubbliche, assieme ad altri ragazzini sfortunati come loro, è un po come quando ti serve un avvocato ma non potendoti permettere di assumerne uno ti devi accontentare del difensore d’ufficio.

Non so voi ma non vi sembra schifosamente altezzoso questo modo di considerare la scuola pubblica? come una sorta di centro di educazione per ragazzi indigenti, che purtroppo non possono permettersi una vera istruzione.

poi continua:

Per questo motivo, per questa necessità, vorremmo dare il nostro contributo andando a cercare quelli che, a nostro avviso, sono i migliori manuali scolastici e a segnalare le imprecisioni o le omissioni

ovviamente si crea la necessità di migliorare lo stile di vita scolastico all’interno degli istituti pubblici, per cercare di contenere i danni di quello che ormai si può considerare un vero e proprio problema sociale..

per questo nasce anzi rinasce l’Osservatorio Permanente sull’Editoria e i Libri di Testo una iniziativa a quanto pare patrocinata dal Centro Cattolico di Documentazione di Marina di Pisa che attraverso la collaborazione di studenti, insegnanti e come dice la news di chiunque senta la necessità di una istruzione lontana dalle distorsioni ideologiche.

Index librorum prohibitorum

Lodevole, e ovviamente questo centro cattolico di documentazione, avrà un atteggiamento al di sopra delle parti…

ma quali sono gli argomenti da monitorare? ovviamente la storia dice l’articolo, ma anche le scienze, la geografia(?!) ma anche letteratura e filosofia…

ovviamente l’articolo cade sul tema dell’evoluzionismo tanto caro ai fondamentalisti di cui sopra..  va be era scontato..

Tuttavia vorrei contribuire anche io, e suggerire alcuni argomenti che avrebbero bisogno di una controllatina, cominciamo con la storia, mi piacerebbe che sui libri di storia fosse scritto che durante il nostro medioevo cristiano, ad oriente si viveva un periodo di rinascimento, e in contrapposizione ai secoli bui che contraddistinguono quegli anni nella parte cristiana del mondo in oriente nel nome di Allah venivano approfondite le scienze, si studiava la matematica, come anche l’astronomia e la medicina, e fu grazie al rinascimento musulmano che molte opere del periodo antecedente al medioevo cristiano si salvarono grazie a quei liberi pensatori che armati di papiri intrapresero il loro viaggio in oriente verso quelle che all’epoca erano le capitali del mondo, e grazie anche ai contatti con l’oriente che l’occidente si riprese dall’oscurantismo medioevale.

Mi piacerebbe anche che sui libri di scienze venisse trattato si il creazionismo, ma che venga citato per quello che è, una legittima credenza religiosa senza alcun fondamento scientifico…

Sarebbe interessante infine insegnare storia delle religioni e non religione cattolica, una materia che spieghi le basi delle principali religioni, e che tratti il tragico passaggio dal paganesimo al monoteismo, non per motivi filo integrazionisti, ma per semplice cultura personale.

Credo di aver dato un mio piccolo contributo alla causa promossa “dall’osservatorio permanente sull’editoria e i libri di testo”, è poco ma io sono andato in una scuola pubblica non in una scuola privata che pretendete..

solo una cosa mi lascia perplesso.. che intenzioni ha questo osservatorio nel caso in cui un povero ragazzino indigente che suo malgrado frequenta la scuola pubblica, sia costretto a studiare cosa sia l’evoluzionismo sul proprio libro di testo? questo hanno dimenticato di scriverlo……

Articolo pubblicato martedì 2 febbraio 2010 da Le Figaro

Questi ultimi anni gli stipendi dei funzionari hanno registrato un forte incremento malgrado gli ordini opposti del governo, mentre gli effettivi raggiungono livelli record.

Stipendi record, boom degli effettivi, giro di valzer per i dirigenti alle spese del contribuente: la sicilia ha uno strano modo di interpretare la crisi nella gestione dei suoi funzionari

Tra il 2004 e il 2008, secondo l’ultimo rapporto della Corte dei conti, gli stipendi sono aumentati del 38% sebbene il governo avesse imposto crescita zero alle remunerazioni della funzione pubblica. Tali stipendi raggiungono in media 42 756 euro all’anno, cioè più del 40% di quanto guadagna un impiegato del ministero. Quanto agli effettivi, sono aumentati di 2050 unità nel corso degli ultimi otto anni raggiungendo così la cifra record di 14 158 funzionari (di cui 2 110 dirigenti) e 6 700 membri permanenti del corpo forestale. Durante il solo 2009, l’attuale governo di Raffaele Lombardo ha provveduto a due ondate successive di assunzioni di una ventina di dirigenti, pagati ognuno 150 000 euro all’anno, senza contare la macchina di servizio con autista.

È tuttavia al suo predecessore, Salvatore Cuffaro, oggi incolpato di complicità con la mafia, a cui va la condanna dei magistrati. Gli ci sono voluti otto anni per fare applicare la riforma che indicizza le pensioni sulle cotizzazioni e non più sugli stipendi. Per sua fortuna, la Sicilia, regione a statuto speciale, non deve rendere conto a Roma.

Fonte tradotta in italiano: http://italiadallestero.info/archives/8879

Fonte originale in francese: Le Figaro

Giorno 24 ottobre a Messina presso i locali del monte di pietà, si è svolto il consueto incontro annuale tra gli utenti appassionati del sistema operativo Gnu-Linux, evento organizzato dal Me|Lug (Messina Linux User Goup).

Una tradizione che ormai dura da sette anni quella del Linux day, ogni anno in tante città italiane (quest’anno 125) gli appassionati e non del sistema operativo libero si incontrano presso le sedi di questi eventi organizzati dai Lug di riferimento, per scambiare conoscenze, per confrontarsi, e per i newby l’occasione di avvicinarsi al mondo di linux.

Parola d’ordine “open” come open source, la filosofia su cui gravita l’intero universo informatico a cui è dedicato questo evento, open source come forma di democrazia partecipata, titola la slide che viene proiettata, e che ha il compito di introdurre i concetti fondamentali ai presenti, libertà applicata al mondo del software, dove chi ne detiene i diritti (di solito lo stesso creatore) ne permette lo studio la pubblicazione del codice e la modifica dello stesso.

Le licenze informatiche, strumento per consentire l’interazione della comunità e funzionali alla mesa in pratica dei concetti inerenti l’open source, un insieme di regole che indicano la modalità con cui l’utente o meglio la comunità interagisce regolandone diritti e doveri.

Le licenze copyleft che garantiscono alla comunità o a chi possiede una copia di un determinato lavoro, (in questo caso codice, in quanto la licenza è applicabile a qualsiasi opera intellettuale) le stesse libertà del suo creatore.

Questa licenza non si pone in contrapposizione al copyright, ma ne integra le condizioni di utilizzo, che permettono all’autore di distribuire a più persone un determinato lavoro, cosa impossibile da fare con una licenza copyright, troppo restrittiva, nata nel 1500 in seguito alla diffusione delle macchine che permettevano di stampare copie illimitate di un documento, in seguito alla rivoluzione di Guthenberg le autorità sentirono la necessità di mantenere un controllo sulle pubblicazioni stampate, con l’ausilio dei diritti d’autore.

Non si campa di solo windows, successivamente vengono presentati i sistemi operativi rilasciati con questo tipo di licenze, e per questo chiamate “distribuzioni” in quanto la maggior parte dei sistemi operativi Gnu-Linux sono fork (bivio) di altri progetti distribuiti appunto con le licenze precedentemente dette, tra queste “ubuntu” distribuzione ormai diventata quasi una maskotte degli utenti Linux, per via della sua semplicità di utilizzo, e poi altre distribuzioni dedicate ai netbook, i mini computer orientati alla rete che acquistano sempre più quote di mercato.

Segue una panoramica sui software multimediali per Linux, lettori multimediali per il video e l’audio, tutto quello che si è già in grado di fare e (di vedere) su windows.

Le slide successive mostrano le linee guida, per una istallazione di gnu-Linux sulla propria macchina, e le soluzioni agli eventuali problemi che possono presentarsi, niente di allarmante, solo i soliti eventuali intoppi che indipendentemente da linux un utente medio di personal computer potrebbe avere.

Per la gioia dei gamers e degli appassionati del divertimento video ludico, avranno il piacere di sapere che la loro playstation 3 si presta benissimo a diventare un vero e proprio PC in grado di far girare senza problemi e con pochi passi molto intuitivi una distribuzione Linux.

La giornata si conclude con una analisi un po più tecnica del kernel di linux ovvero il cuore del sistema operativo, ovviamente dedicata ad una utenza un po più esperta e più addentro nella teoria dell’informatica di basso livello, per concludere definitivamente con le domande del pubblico.

Tirando le somme una bella giornata all’insegna di un mondo dell’informatica che attira sempre più appassionati non ché la giovane imprenditoria, a giudicare da diversi giovani imprenditori seduti tra il pubblico che scelgono di passare a linux anche in fattore degli evidenti vantaggi economici ad esso connessi.

Le distribuzioni linux si dimostrano ormai dei sistemi maturi o quanto meno con una esperienza di utilizzo paragonabile a quella dei windows user, non è esente da problemi, come non lo sono neanche i sistemi concorrenti, tuttavia si sente il peso della mancanza di software professionale sopratutto nell’ambito dell’editing multimediale, anche se in questo settore la comunità che sta dietro a questo mondo ha fatto e continua a fare dei passi da gigante.

Conclusioni? Questo articolo lo sto scrivendo su ubuntu con Openoffice, software gratuito e alternativo e che non ha niente da invidiare al più blasonato Microsoft office, a pagamento, e rilasciato con codice closed source.

Anche se con un po di ritardo 😐 inserisco l’articolo pubblicato sul numero novembre/dicembre di JoniaNews

Erano gli anni settanta quando grazie ad una norma appositamente emanata dalla corte costituzionale che liberalizzava l’etere, si permetteva alle prime radio private italiane di trasmettere, nascevano infatti le prime “radio libere” non che non ci fossero stati altri esperimenti prima, semplicemente adesso la legislazione italiana non considerava più pirati gli amatori che si accingevano nell’uso-sperimentazione di questa nuova forma di comunicazione, il tutto con costi relativamente bassi.

Le radio libere non erano soltanto esperimenti ludico-imprenditoriali (con i limiti del caso ovviamente) ma spesso erano sinonimo di radio impegnate sia politicamente che socialmente, un esempio su tutti “radio Aut” radio autofinanziata nata nel settantasette fondata da Peppino Impastato dove denunciava gli affari della mafia di Cinisi e di Terrasini, la radio cessò le trasmissioni nel settantotto, qualche mese dopo l’uccisione di Peppino da parte della mafia.

Con il tempo le radio impegnate lasciarono il posto alle radio a carattere commerciale, radicandosi sul territorio nazionale, sfruttando la peculiarità territoriale che le contraddistingueva, sia dal punto di vista culturale che economica, dando risalto alle attività commerciali presenti sul territorio, affermandosi per il periodo degli anni ottanta-novanta come delle importanti realtà locali.

Spesso infatti le radio a carattere commerciale erano dei veri e propri trampolini di lancio usati per arrivare alle radio commerciali a copertura nazionale, (Jerri Scotti, Dj Francesco) o addirittura nel mondo della musica d’autore, (Vasco Rossi, Jovanotti).. da Peppino Impastato a Dj Francesco un salto di qualità non c’è che dire.

Tuttavia il progresso tecnologico e l’evoluzione della multimedialità, hanno fatto si che grazie alla maggior diffusione di contenuti musicali, attraverso canali alternativi quali siti internet dedicati all’ascolto o al download di contenuti a prezzi irrisori, fino ad arrivare alle controverse reti P2P (peer-to-peer) hanno messo in discussione la funzione della radio così come oggi viene concepita, di fatti le possibilità di fruizione dei contenuti multimediali offerti dalla rete, hanno fatto si che sia più immediato scaricare le nostre canzoni preferite nel nostro lettore Mp3, che sintonizzarci con la nostra autoradio.

Quale possibilità allora, quali soluzioni adottare affinché si limiti il declino di questo mezzo che ha contribuito a fare la storia di questo paese, parlo di limitare in quanto è impossibile fermare il cambiamento dei mezzi di comunicazione non ché l’evoluzione delle forme comunicative, la radio così come è concepita adesso non durerà molto, soltanto cambiando la sua finalità da radio locale prettamente commerciale a radio nuovamente impegnata, una soluzione potrebbe essere tornare alle origini di questo fenomeno, colmando gli spazi vuoti lasciati dalle radio commerciali che via via andranno scomparendo, con delle radio autofinanziate a carattere informativo, impegnate nella realtà sociale del territorio e non solo, radio no profit, già adesso ne esistono diverse, supportate speso da una piattaforma on-line da cui trasmettere anche in streaming, ultimamente sta prendendo sempre più piede la tendenza a diffondere contenuti musicali distribuiti con licenze alternative (CREATIVE COMMONS) facilmente scaricabili e condivisibili, in modo da essere liberi anche dal gioco della Siae, ormai ridotta ad essere un ente obsoleto e fine a se stesso, non è passato infatti molto tempo da quando due radio locali “Europa radio e radio phenomena”, sono rimaste coinvolte in una querelle con la su detta.

La radio è morta quindi? No non ancora, bisogna soltanto trasformarla in qualcosa di diverso magari tornando alle origini del fenomeno che l’ha vista nascere, si potrebbe obbiettare che sarebbe più semplice creare una piattaforma on line che investire in una tecnologia che presto o tardi morirà, così come accadde quanto un certo Gutenberg inventò la stampa.. si probabilmente si, tuttavia non è detto che l’utilità sociale della radio sia finita tanto meno che le due tecnologie non possano coesistere, di fatti secondo un recente sondaggio americano sembrerebbe che in un campione di 3.000 possessori di i-pod il 47% degli intervistati di età superiore ai 18 anni sarebbe favorevole alla funzionalità di ricezione radio del popolare player multimediale, percentuale che aumenta sensibilmente spostandoci più in la con l’età, che arriva al 66% degli intervistati con una età superiore ai 34 anni.

A quanto pare il gap tecnologico-generazionale per una volta non ha una connotazione così negativa.

Articolo pubblicato sul numero di ottobre di JoniaNews, ricordo anche se in ritardo che in edicola c’è  ancora il numero novembre-dicembre.
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