Sogni di luce

Crocefisso: in merito all’opinione cristiana

Posted on: 10 marzo 2010

Recentemente la corte europea di Strasburgo si è pronunciata in merito all’affissione del crocefisso nelle scuole pubbliche, dichiarando che il crocefisso rappresenta una violazione del diritto di libertà religiosa.

Tutto nasce dal ricorso di una cittadina italiana di origine Finlandese attenta al concetto di laicità dello stato.

In seguito alla sentenza (non vincolante) della corte europea si sono levate pesanti critiche da parte dei principali giornali italiani, sia quelli filo governativi che quelli più vicini… alll’opposizione…

quasi a confermare quanto dichiarato da radio France dove il corrispondente per l’italia “Eric Valmir” titola: In italia tutti da destra a sinistra sono succubi della chiesa, abbiamo assistito al solito teatrino dei nostri rappresentanti politici (per così dire) tutti indignati mentre si appellavano alle motivazioni più varie, dalle immancabili radici cristiane, fino alle tradizioni, che pena mi fa vedere il simbolo della cristianità, quel nazareno che si è sacrificato per l’umanità, essere paragonato ad una tradizione, come le calze piene di carbone appese al camino il giorno dell’epifania, o come i giochi pirotecnici il primo dell’anno.

Alla fine sembra che gli unici ad aver reagito positivamente alla sentenza della corte europea siano i pochi “residui comunisti del manifesto”, che gioiscono “dell’attacco alla cristianità” da parte dei massoni europei…..

Ma siamo proprio sicuri che le cose stanno così, siamo sicuri che tutto il mondo cristiano italiano difenda l’ostentazione del crocefisso a spada tratta?

Non è proprio così a cominciare dalle comunità cristiane di base che in una loro nota scrivono meno croce e più vangelo.. Riteniamo un traguardo di civiltà, laicità, tolleranza, libertà e pacificazione religiosa la sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo che ha detto «no» all’esibizione del crocifisso nelle scuole pubbliche, ma non sono i soli anche diverse personalità cattoliche si sono schierate a favore della sentenza europea, come Don Luigi Ciotti che scrive su La stampa Sono i giovani i crocefissi da difendere «Un crocifisso è un malato di Aids, che ha bisogno di cure e di sostegno. Un crocifisso è quel ragazzo brasiliano che è morto qualche giorno fa a Torino. A casa aveva lasciato la moglie e i figli, era arrivato qui alla ricerca di un lavoro, e non ce l’ha fatta»

Don Aldo Antonelli che scrive: Non nelle aule del tribunale, là dove spesso vengono condannati gli innocenti ed assolti i delinquenti; né sulle vette dei monti e delle colline, deturpate dalla bulimia vorace di impresari senza scrupoli e amministratori conniventi; e nemmeno nelle aule scolastiche, là dove spesso si ricicla una cultura intrisa di violenza e di soprusi. No! L’unico luogo in cui degnamente può stare una croce è un non luogo: è la coscienza del credente, là dove nascono e maturano quei comportamenti che fanno del cristiano, questo sì, il vero segno della di Lui presenza... ma non solo, perchè difendete il crocefisso e dimenticate gli immigrati titola Don Andrea Gallo su repubblica che scrive: L’Italia è percorsa dall’ossessione identitaria.

Quindi non tutti massoni comunisti atei laicisti, ma anche cristiani e cattolici per altro non tutti laici, difendono a spada tratta l’affissione del crocefisso nei luoghi pubblici, che siano radicali liberi? Può anche darsi, tuttavia si evince che non tutto l’universo cattolico-cristiano italiano è allineato con le posizioni conservatrici di governo e opposizione e di chi ne fa da gran cassa.

Il crocefisso ormai non è più un simbolo religioso ma una bandiera sventolata da chi ne fa proprio il significato per motivi ideologico-politici, da parte di chi ne obbliga l’affissione pena 500 euro di multa, e da chi se ne fa stemma per intimidazioni non proprio cristiane, un ostentazione quella del crocefisso che ne sminuisce il significato e il valore e che sembra più un sistema di demarcazione del territorio.

Il natale è già passato, come anche il tempo dei miracoli, tuttavia caro Gesù, tu che ti sacrificasti permettendo che ti immolassero su una croce per il bene di chi ti disprezzava, scendi un’ultima volta da quella croce e tocca il cuore di chi ti impugna e sventola come una bandiera, ma sopratutto accarezza il volto di quelle persone che hanno bisogno di vederti appeso ad un muro in quanto incapaci di vedere il tuo volto nei loro cuori.

Articolo pubblicato sul numero gen/feb 10 di Jonia News

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