Sogni di luce

Archive for luglio 2009

(Le “torri di babele” hanno da sempre creato “mostri”)

Scuola, la Lega: test sul dialetto per i prof
Pd: incostituzionale. La riforma si blocca

Nella proposta un test sulla conoscenza della storia e delle tradizioni regionali. Cicchitto: non c’è divisione con il Carroccio

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=67538&sez=HOME_SCUOLA

Test dialetto prof, Lega: polemica sterile
Gelmini: nessun conflitto Pdl-Carroccio

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=67592&sez=HOME_SCUOLA

Invece d’insegnare unione e solidarietà a scuola, certa politica dell’attuale maggioranza crea con tutta evidenza anche divisioni linguistiche e quindi automaticamente sociali ed etniche.

L’attuale periodo storico politico italiano passerà certamente alla Storia come il più decadente ed incivile che ci sia stato dal dopo-guerra.

L’attuale involuzione sociale ed etica della società italiana, visibilmente anche alimentata da certi media televisivi privati e pubblici palesemente al servizio del sistema politico, istituzionale e affarista, sta partorendo un delirio autolesionista che finirà con il “Neanderthaliare” l’intera società italiana.

La colpa di tutto questo palese rigurgito di intolleranza è anche colpa di una certa opposizione, visibilmente troppo attaccata alle sue poltrone tanto da “gridare” la sua avversione a bassa voce.

Ai nostri politicanti da Tv:

Ci sono storicamente “limiti” civili e sociali, che una volta oltrepassati, poi non si ritorna indietro se non in modo “doloroso”.

Le “torri di babele” hanno da sempre e solo ingenerato confusione e concepito “mostri” sociali.

Il nostro cervello si è fortemente strutturato per il linguaggio permettendo alla nostra specifica specie di circa 250 mila anni addietro di essere quella emergente rispetto a tutte le altre perché abbiamo la capacità fisiologica e la giusta mutazione genetica per parlare e quindi per capirci e trasmetterci le informazioni, ma evidentemente e purtroppo, il nostro ciclico cervello è anche capace di rigurgitare ancestrali modelli da “primati” come quelli a cui si ispira certa politica di centro destra per questa Nazione.

Fonte: http://www.jonialife.it/index.asp?action=viewart&id=4147

L’altro giorno mi trovavo al minimarket (o “putia” che dir si voglia, sempre se si può ancora parlare delle classiche botteghe, direi quasi di quartiere) dove abitualmente sono solito andare, soffermandomi su una discussione tra la commessa e una cliente, il tema era la crisi economica, del resto lo sappiamo tutti, è difficile fare la spesa, il potere d’acquisto dei consumatori è basso, e spesso ci si ritrova a chiacchierare con gli amici su come questa crisi influisce sulle nostre vite.

Mentre la cassiera annuiva, la cliente in questione, in modo anche piuttosto semplicistico si domandava “ma se mancano i soldi per quale motivo lo stato non ne stampa di nuovi?” allora irrompendo nella discussione ho detto, purtroppo non è mica lo stato che stampa i soldi ma la BCE la banca centrale europea, che in qualche modo è come se li prestasse allo stato italiano, manco finisco di parlare che vedo delle occhiate perplesse rivolte verso il sottoscritto, manco avessi detto “sono stato rapito dagli ufo”.

scec

Una volta si diceva “andiamo in guerra con i soldi di carta” e per la gioia della cliente su menzionata qualcuno ci ha pensato davvero, è il caso dello SCEC ovvero Solidarietà ChE Cammina, non è una vera e propria moneta ma più che altro un buono locale di solidarietà, complementare all’euro con rapporto di cambio 1 a 1, anche se non è convertibile in moneta, sfruttabile come un vero e proprio buono che alleggerisce la nostra spesa di un massimo del 30% di sconto, facendo crescere in questo modo il nostro potere d’acquisto.

Ma come funziona questo SCEC? Una volta aderiti al circuito SCEC ci viene dato gratuitamente una certa quantità di questi buoni, in modo periodico, in questo modo il consumatore potrà andare nelle attività che fanno parte al circuito per usufruire di questo sconto, a sua volta il commerciante potrà riutilizzare gli SCEC accumulati per le proprie spese, lo stesso vale per l’imprenditoria e per i liberi professionisti.

Questo buono essendo rilasciato gratuitamente non crea nessun tipo di debito, e resta localizzato sul territorio per via della natura territoriale del progetto, portando benefici all’economia locale, aumentando nel contempo la capacità di acquisto delle famiglie.

Come è organizzato il circuito SCEC? Come recita il sito ufficiale del progetto ASSOCIAZIONE ARCIPELAGO SCEC, il progetto è nato grazie alla collaborazione tra economisti, analisti finanziari indipendenti, commercialisti, imprenditori, e semplici cittadini, ed è costituito da questo arcipelago che riunisce tutti gli esperimenti italiani di moneta complementare, chiamate ISOLE ovvero le associazioni impegniate ad implementare sul territorio questo circuito, basato sull’analisi di circa quattromila esempi di monete complementari in tutto il mondo.

Molte regioni hanno aderito al circuito SCEC tra queste Lombardia, Toscana, Lazio, Calabria, Friuli-Venezia-Giulia, Veneto, Umbria, Campania, e da poco anche la Sicilia, difatti nell’aprile di questo anno il progetto è stato presentato in una conferenza organizzata dall’associazione “Sicilia Stupor Mundi” ovvero l’associazione culturale che si prefigge l’obbiettivo di avviare il progetto SCEC in Sicilia, patrocinata anche dalla provincia di Palermo.

Al momento nella provincia di Messina le attività facenti parte al circuito SCEC sono ancora poche, di queste la maggior parte operano nel settore turistico-alberghiero, e nell’artigianato di nicchia (non ho niente contro il sapone artigianale all’olio di oliva, ma non è una spesa comune, tanto da pesare nel bilancio famigliare) di queste nessuna presente nella riviera jonica.

Non sarebbe una cattiva idea implementare il circuito dei buoni di solidarietà “che camminano” nel tessuto imprenditoriale nostrano, potrebbe essere un incentivo per le famiglie della riviera che non riescono a districarsi tra spese e tasse da pagare, è un utile mezzo per monetizzare, e ovviamente non mi riferisco soltanto ai commercianti, che consumatori a loro volta possono creare una rete di solidarietà, capace da un lato di fare prendere una boccata d’aria alle nostre finanze, dall’altro permettere che la ricchezza generata nel territorio resti sul territorio.

Questo articolo è presente sul numero di luglio di jonianews

“Le conseguenze più evidenti della crisi in provincia di Messina sono state la perdita, nei primi sei mesi dell’anno, di oltre quattromila posti di lavoro, e il ricorso alla cassa integrazione che rispetto al 2008 è aumentato del 150%”. Lo dicono Lillo Oceano, segretario generale della Cgil di Messina, e Isella Calì della segreteria generale di Messina.

“Nelle ultime settimane, in provincia di Messina, le difficoltà legate al calo delle commesse hanno colpito la cooperativa Italia, impresa portuale che opera direttamente con la Duferdofin che ha avviato le procedure di cassa integrazione straordinaria e in deroga”, hanno proseguito. “Hanno chiuso, invece, la ‘Service e Service’, azienda che gestiva i bar dell’università – ribadiscono i sindacalisti – La Gdm, gruppo Carrefour Milazzo, ha prorogato la cassa integrazione per 45 dei 110 dipendenti fino a settembre”.

Fonte: siciliainformazioni.com

donna_picchiataA Roccalumera sorgerà il centro antiviolenza proposto dall’associazione “Al tuo fianco”, impegnata nella lotta alla violenza sulle donne. Un centro per minori e donne vittime di abusi e maltrattamenti.

Violenza sulle donne come problema di sanità pubblica, violenza sulle donne come problema di carattere sociale. Un fenomeno che colpisce ancora tante, troppe donne costrette a subire abusi e maltrattamenti. Un fenomeno che non conosce differenze sociali o culturali e che per questo va combattuto da tutti.

Nasce proprio con questo obiettivo, a Roccalumera, l’associazione “Al tuo fianco”, un’associazione di donne che si rivolge alle donne. L’associazione e le sue socie sono state presentate dalla presidente Concetta La Torre durante un incontro tenutosi a Roccalumera. Sono stati presentati obiettivi e finalità dell’associazione stessa ed è stata lanciata una proposta importante: creare un centro antiviolenza nel comprensorio jonico.

Un’idea che nasce dalla necessità di avere un centro di questo tipo in un territorio totalmente carente di strutture che possano dare aiuto a chi soffre. Il centro antiviolenza darà supporto a donne e minori che subiscono violenze e maltrattamenti, ma soprattutto si impegnerà a elaborare assieme alle vittime un percorso individuale dia aiuto. Il sindaco di Roccalumera Miasi si è impegnato a offrire i locali dove costituire la sede del centro.

E’ stata anche presentata un’altra iniziativa dell’associazione. Partirà infatti il 5 settembre la proposta formativa indirizzata a tutte le socie e aperta anche agli operatori del settore. Durante l’incontro tante le donne intervenute e tanti i temi affrontati. Il problema della violenza sulle donne ha tante facce e per combatterlo è necessario il lavoro e l’impegno di tante figure. L’associazione e il suo centro faranno anche questo.

Francesca Stornante

Fonte: http://www.infomessina.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2959:a-roccalumera-nasce-un-centro-per-le-donne-ed-i-minori-maltrattati&catid=40:news&Itemid=2

Cliccando sulla copertina editoriale di G. Massimo Cicala

Cliccando sulla copertina editoriale di G. Massimo Cicala

SOMMARIO

Riviera
Pag. 14 Castelmola
Pag. 15 S. Alessio Siculo – ASP
Pag. 16 Danilo Lo Giudice e la spiaggia
Pag. 18 Mandanici – Letteraperta
Pag. 20 Nizza di Sicilia – canenoncane
Pag. 22 Baia Taormina – Maternité
Pag. 24 Roccalumera – Miasi “tira”…

Attaualità
Pag. 26 Comitato Rifiuti Zero

Economia
Pag. 31 Nicita: Euro o Scec  (prossimamente su questo blog)

Sport
Pag. 32 S. Teresa: Terza x “tre”

Cultura
Pag. 34 Edipo a Colono
Pag. 38 Messina: La Manta d’Oro

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sopratutto in provincia di messina

(AGI) – Palermo, 11 lug. – La crisi economica, nei primi tre mesi del 2009, ha costretto il 29,23% delle imprese siciliane ha dovuto licenziare propri dipendenti. Il dato emerge dalla Ricerca sulla crisi e le imprese siciliane prodotta dalla Cna Sicilia. La ricerca si basa sul monitoraggio di 1.086 piccole imprese e imprese artigiane che operano nelle nove province siciliane in diversi settori: manifatturiero, costruzioni, servizi alle persone, servizi alle persone, servizi alle imprese, impiantistica. Il settore nel quale si registra la maggiore percentuale di imprese che ha licenziato personale e’ quello delle costruzioni con il 44,40%, segue il manifatturiero con il 28,96%, mentre il piu’ basso e’ il settore dei servizi alle imprese, con il 17,31%. La provincia nella quale si registra la piu’ alta percentuale di imprese che ha licenziato personale e’ Messina con il 42,98%, segue il 37,14% di Catania, mentre la percentuale piu’ bassa si registra a Palermo, con il 18,92%. Nel dettaglio, i posti di lavoro persi nei primi tre mesi del 2009 sono stati 649; 246 posti sono stati persi nel settore costruzioni, 148 nel manifatturiero, 84 nei servizi alle presone, 72 nei servizi alle cose, 13 impiantisti, 13 nei servizi alle imprese, 71 in altri settori.
Nei primi tre mesi del 2009 il 39,23% delle imprese siciliane ha subito una riduzione sull’erogazione del credito, sia per gestione che per investimenti. La provincia piu’ colpita e’ Messina, dove il 66,12% delle imprese denuncia una contrazione del credito; segue Catania con il 52,86%, Siracusa con il 50%, mentre il dato minore si registra in provincia di Caltanissetta, con il 15,79%. La contrazione maggiore del credito in Sicilia si registra nel settore delle costruzioni con il 46,12%, seguito dal manifatturiero con il 37,84%. Dalla ricerca si evince, inoltre, che il 77,44% delle imprese denuncia un aumento del costo del denaro.
E ancora: il 72,10% delle imprese siciliane denuncia, nei primi tre mesi del 2009, un calo del fatturato che oscilla fra il 10 e il 50 percento. Il calo maggiore si registra a Messina, dove l’83,47% delle imprese denuncia una riduzione del fatturato; segue Siracusa con l’83,33%, mentre a Catania ed Enna si registra un dato dell’81%. Il dato piu’ basso e’ quello di Caltanissetta, dove il 47,37% segnala un calo del fatturato.
Il settore piu’ colpito e’ quello dei servizi alle cose: l’80% delle imprese di questo settore segnala un calo del fatturato. Seguono il settore manifatturiero con il 76,06% e costruzioni con il 71,98%. Il 70,81% delle imprese segnala, inoltre, un calo del degli ordinativi: questo elemento si traduce in una aspettativa di riduzione della produzione, per il 2009, di oltre il 30%.

Fonte: http://www.agi.it/palermo/notizie/200907111714-eco-rpa0011-crisi_giu_credito_e_fatturato_in_sicilia_imprese_licenziano

Domenica 5 luglio a S. Teresa di Riva verrà inaugurata la prima comunità rumena del comprensorio ionico.
A darne l’annuncio i rappresentanti della comunità, Zsoldis Daniel e Varga Daniel da anni residenti con le proprie famiglie a S. Teresa di Riva, comune che ha dato i natali a moltissimi cittadini rumeni che dopo l’entrata in Europa della Romania hanno acquistato importanti diritti, tra i quali il diritto al voto, non garantito invece ai cittadini stranieri extracomunitari, migliorando il loro grado di integrazione culturale all’interno del tessuto sociale.
“La presenza di cittadini rumeni nel nostro comprensorio è molto significativa, infatti la nazionalità rumena è quella prevalente tra le comunità di stranieri residenti. Solo a S. Teresa di Riva su 217 stranieri iscritti all’anagrafe, 96 sono cittadini rumeni, mentre il centro il Picchio su 236 immigrati accolti, ha assistito con svariati interventi di supporto 118 rumeni tra adulti e minori”. Questa la dichiarazione di Antonella Casablanca, responsabile del centro il Picchio di S. Teresa di Riva che dal 2004 rappresenta sul territorio l’unico servizio di sostegno agli stranieri della riviera ionica.
La prima iniziativa della comunità rumena trova concreta realizzazione nella costituzione della Chiesa Evangelica “Emanuel”, che risponde al desiderio condiviso di moltissimi cittadini rumeni che da anni aspirano ad avere un luogo dove potersi riunire, potersi confrontare e tramite la preghiera alleviare i piccoli problemi quotidiani.
Alla cerimonia di inaugurazione interverranno il Sindaco del Comune di S. Teresa di Riva, dott. Alberto Morabito, il Pastore della Comunità di Perugia, Danut Iacov, il Pastore della Comunità di Roma, Natanael Picaratu ed il Pastore di Messina, Francesco Frusteni.
L’evento si terrà domenica 7 luglio a partire dalle ore 10.00 a S. Teresa di Riva in via Sparagonà Vico I n ° 7. Alla fine dell’inaugurazione verrà offerto a tutti i partecipanti un rinfresco con specialità gastronomiche rumene.

Fonte: http://www.jonialife.it/index.asp?action=viewart&id=4054


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