Sogni di luce

C’è crisi è tempo di fede

Posted on: 13 marzo 2009

Dicono che un tempo una certa persona cacciò fuori i mercanti dal tempio, adesso che i tempi sono cambiati, sono gli stessi mercanti che ergono i templi, e non in nome del capitalismo o del commercio sfrenato, per chi almeno può ancora permetterselo, ma veri e propri templi religiosi costruiti entro le mura dei centri commerciali, i moderni luoghi di culto votati al dio denaro.

La libertà vuole che ognuno in casa propria sia libero di issare tutti i templi che vuole, e a chi vuole, nonostante questo, ritengo che una riflessione sia doverosa.

Questa cappelletta (se proprio si vuole essere generosi viste le dimensioni dello sgabuzzino) costruita al secondo piano del centro commerciale di Tremestieri, ha ricevuto il plauso del sindaco Giuseppe Buzzanca, di vari assessori non ché dell’assessore alle pari opportunità Pinella Aliberti e ovviamente dei responsabili del su detto centro commerciale, che hanno inaugurato l’iniziativa con la collaborazione della chiesa Santa Domenica di Tremestieri.

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Questa cappella nasce a detta degli organizzatori, per dare uno spazio alla religiosità dei dipendenti e dei visitatori del centro commerciale, oltre che un riconoscimento alla tradizione cattolica, ma chi dovrebbe usufruire dei servizi offerti da questa struttura, forse i clienti che vengono folgorati sulla via del carrello, in preda ad un ritrovato sentimento religioso, o magari quei clienti che recitano una preghiera alla Madonna nella speranza che la spesa non prosciughi le finanze familiari, mentre i loro figli recitano una preghierina indirizzata a Gesù bambino, in modo che gli aiuti a persuadere i genitori a comprare l’ultimo videogioco, o gli anziani che invocano Padre pio affinché una volta arrivati alla cassa per accingersi a pagare, faccia in modo che nella propria social(misery, poverty)card ci siano, è proprio il caso di dirlo, quelle benedette 50 euro promesse dal governo per far fronte alla crisi in atto, i dipendenti possono pregare affinché qualcuno lassù faccia in modo che non vengano licenziati o quanto meno che vengano pagati, visto i recenti episodi che hanno visto coinvolto il centro commerciale di Tremestieri.

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Viene da chiedersi se padre Giuseppe Lonia, parroco della Santa Domenica (mai nome è stato più appropriato, visto il caso) sia a conoscenza degli episodi che hanno visto coinvolti i dipendenti del su citato centro commerciale, non che la campagna portata avanti dai dirigenti del centro, che punta alla completa liberalizzazione delle aperture 365 giorni l’anno, compresi festivi e domeniche, con buona pace dell’osservanza del terzo comandamento “RICORDATI DI SANTIFICARE LE FESTE” e quale miglior modo di rendere omaggio il giorno del riposo, se non quella di permettere ai clienti cattolici più consumatori che cristiani, di poter fare i loro acquisti!

Un comportamento poco coerente da parte di persone tanto attente alla tradizione cattolica.

A me personalmente tutta questa corsa alla religiosità sembra soltanto un tentativo di ripulire l’immagine di una impresa, una sorta di verginità ritrovata, facendo leva sulla tendenza degli ultimi anni ad ostentare la propria religiosità a tutti i costi, modificandone la sua natura intima e privatistica, così la religione diventa mezzo per attirare clienti, o solo per far parlare di se, bene o male purché se ne parli, e questo testo non fa eccezione.

Dio, e le regole di mercato, prendi tre paghi 2, il perdono te lo devi guadagnare, per tutto il resto c’è mastercard.

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2 Risposte to "C’è crisi è tempo di fede"

Globalizzazione, libertà di pensiero, nuove ideologie. Niente! Non sono nulla senza i valori (lasciamo stare della Fede, perchè ognuno è libero di Credere o di non Credere), della onestà, della giustizia, del rispetto dell’altro… che chiamare Amico è già una parola grossa e impegnativa, e che tanti usano a sproposito.

Se l’uomo mercifica il culto anche in un centro commerciale, di chi è la colpa? Di Dio? Se la Chiesa stessa (di Roma) è corrottà… è colpa di Dio?

Tutto cio, (permettimi), è semplicemente segno di un caos che si sta impossessando delle masse. Stupri, omicidi, suicidi e quant’altro in famiglia… mi danno un senso di caos. Io direi di assenza di Dio.

Mi fa ridere, la tua storiella sulla bambina che prega la Madonnina per la paghetta ecc ecc. Maria, il fedele (non io), la deve pregare ogni mattina al sorgere del sole e, la sera per ringraziarla per averle dato ancora una buona giornata. Senza nulla chiedere.

Sono d’accordo, non è colpa della chiesa o di Dio, non intendevo dirlo nel post, volevo solo far notare come la religiosità che per sua natura è un qualcosa di privato di intimo un legame personale tra l’uomo e la sua spiritualità, viene sfruttato da una impresa commerciale per fabbricarsi una immagine di virtuosità.

Ma il peggio di tutto questo è che nessuno si è offeso, nessuno a protestato, trovo assurdo, che la gente si offenda per una scritta su un autobus e che resti indifferente invece alla mercificazione della propria fede.

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