Sogni di luce

Provaci ancora prof!

Posted on: 29 dicembre 2008

Quando si cerca di insegnare qualcosa ad altre persone, inevitabilmente, il più delle volte per buona fede, si trasmette anche qualcosa di nostro, le nozioni che comunichiamo sono in qualche modo plasmate dal nostro modo di pensare e di vedere le cose, il che non è necessariamente una brutta cosa a patto che questo arricchimento di informazioni che contornano quello che diventerà il bagaglio culturale della persona che ci ascolta non vada a modificare la natura di queste nozioni.

Durante quello che fu il mio percorso scolastico, da quando ancora si portava il grembiule con il fiocco rosso perennemente sfatto, fino alle superiori di una mezza decina di anni fa, senza la minima traccia di educazione civica …la materia, tra maestri, maestre e prof, il quale chi più chi meno, non erano estranei a manifestare le loro posizioni politico-religiose, a volte come semplici dibattiti (ma non dovevamo fare elettrotecnica?? queste sono lezioni di vita!!) impegnando diverse ore di lezione a spiegare per quale motivo lui l’ingegnere, era d’accordo con l’intervento degli stati uniti in Irak, oppure per spiegare che lui in quanto professore ci teneva a vedere il crocefisso nelle aule , mica come quello li come si chiama… si lui…. quello che l’ha preso e gettato dalla finestra, l’avete visto alla trasmissione con vespa vero!! oppure come quegli insegnati che alle elementari tra un padre nostro ed una ave maria, recitati rigorosamente tutti i giorni prima di cominciare le lezioni e prima di andarcene a casa, mano con mano e in fila per due con i più bravi della classe a fare da capo fila.

oradireligione

Quella preghierina che scandiva la fine delle lezioni per poi scappare a casa a mangiare e vedere i cartoni animati prima dei compiti pomeridiani, chi sa perché avevamo tutti voglia di pregare….. il tutto con una “o bella ciao” ogni tanto seguito da qualche aneddoto sulla resistenza, alla fine delle elementari avevo qualche lacuna in matematica, ma conoscevo “o bella ciao” alla perfezione.

Io la mattina mi svegliavo si, ma invece di vedere l’invasor me ne andavo a scuola (per fortuna), dove la maestra con la foto del cristo sulla cattedra, tra un anatema a madonna, no la vergine la cantante …con un nome così bello!!…, ed una fatwa a Renzo Arbore (mai capito il perché!!) ci spiegava che dovevamo fare i bravi …altrimenti il diavolo vi farà visita la notte ai piedi del letto… dai che adesso è ora di fare il compito in classe, l’oggetto? Il magistrato Di Pietro, quanto è bravo quanto è bello, va be quella era attualità e può passare, in fondo è inerente con i programmi scolastici, meno inerente invece è discriminare altri alunni in base alla loro religione …vedrai che tu prima o poi ti convertirai… insomma cinque anni di elementari passati all’ombra del cattobigottismo non che con il mito della resistenza, per carità non ho niente contro la resistenza ma sarebbe stato più consono chiamarla in causa quando si doveva trattare il periodo storico inerente al fascismo, e o bella ciao? Bella e importante canzone…. ma bastaaaaaaaa!

Arrivo alle scuole medie, prof di musica …dai cantiamo insieme… cosa? O bella ciao………… comunque non tutti i mali vengono per nuocere io la sapevo gli altri no.. tiè!!, l’immancabile ora di religione rigorosamente cattolica, quel giorno una mia compagna di classe: sa professoressa io credo nella reincarnazione… la prof: come i buddistiii!!!!

Alle superiori la situazione non cambiava di molto la solita ora di religione, l’ingegnere americanista, occidentalista filo interventista, è un curioso professore di sinistra politicamente impegnato, gli altri professori fate attenzione quello è comunista!! io sarei stato anche disposto a relazionarmi con questo fantomatico professore comunista, del resto quelli erano gli anni dove piano piano si cominciavano a far strada le mie prime idee politiche, questo logicamente se questo professore si fosse degnato di essere presente, se non per qualche comparsata e qualche lezione.

Questi divertenti aneddoti fanno parte di un contesto scolastico dove ogni insegnante a modo suo cerca di dare una visione delle cose illuminata dalle proprie convinzioni ideologiche, il che se per certi versi è normale in quanto non si può pretendere che un insegnante per quanto obbiettivo possa essere cambi radicalmente modo di pensare o peggio ancora che tutti gli insegnanti abbiano le stesse idee, tuttavia bisogna capire che l’ambiente scolastico prima di ogni altra cosa deve essere un ambiente pluralista, una fucina dove plasmare la società che un giorno ci sostituirà, è importante mostrare loro i vari modi di pensare, cercando di evitare che questo diventi un mezzo per propagandare la nostro modello di società in quanto questo è il gravoso compito che spetterà a loro una volta usciti dal mondo scolastico ed entrati nel mondo vero e proprio.

Articolo pubblicato su jonianews: dicembre 2008

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