Sogni di luce

Archive for dicembre 2008

Quando si cerca di insegnare qualcosa ad altre persone, inevitabilmente, il più delle volte per buona fede, si trasmette anche qualcosa di nostro, le nozioni che comunichiamo sono in qualche modo plasmate dal nostro modo di pensare e di vedere le cose, il che non è necessariamente una brutta cosa a patto che questo arricchimento di informazioni che contornano quello che diventerà il bagaglio culturale della persona che ci ascolta non vada a modificare la natura di queste nozioni.

Durante quello che fu il mio percorso scolastico, da quando ancora si portava il grembiule con il fiocco rosso perennemente sfatto, fino alle superiori di una mezza decina di anni fa, senza la minima traccia di educazione civica …la materia, tra maestri, maestre e prof, il quale chi più chi meno, non erano estranei a manifestare le loro posizioni politico-religiose, a volte come semplici dibattiti (ma non dovevamo fare elettrotecnica?? queste sono lezioni di vita!!) impegnando diverse ore di lezione a spiegare per quale motivo lui l’ingegnere, era d’accordo con l’intervento degli stati uniti in Irak, oppure per spiegare che lui in quanto professore ci teneva a vedere il crocefisso nelle aule , mica come quello li come si chiama… si lui…. quello che l’ha preso e gettato dalla finestra, l’avete visto alla trasmissione con vespa vero!! oppure come quegli insegnati che alle elementari tra un padre nostro ed una ave maria, recitati rigorosamente tutti i giorni prima di cominciare le lezioni e prima di andarcene a casa, mano con mano e in fila per due con i più bravi della classe a fare da capo fila.

oradireligione

Quella preghierina che scandiva la fine delle lezioni per poi scappare a casa a mangiare e vedere i cartoni animati prima dei compiti pomeridiani, chi sa perché avevamo tutti voglia di pregare….. il tutto con una “o bella ciao” ogni tanto seguito da qualche aneddoto sulla resistenza, alla fine delle elementari avevo qualche lacuna in matematica, ma conoscevo “o bella ciao” alla perfezione.

Io la mattina mi svegliavo si, ma invece di vedere l’invasor me ne andavo a scuola (per fortuna), dove la maestra con la foto del cristo sulla cattedra, tra un anatema a madonna, no la vergine la cantante …con un nome così bello!!…, ed una fatwa a Renzo Arbore (mai capito il perché!!) ci spiegava che dovevamo fare i bravi …altrimenti il diavolo vi farà visita la notte ai piedi del letto… dai che adesso è ora di fare il compito in classe, l’oggetto? Il magistrato Di Pietro, quanto è bravo quanto è bello, va be quella era attualità e può passare, in fondo è inerente con i programmi scolastici, meno inerente invece è discriminare altri alunni in base alla loro religione …vedrai che tu prima o poi ti convertirai… insomma cinque anni di elementari passati all’ombra del cattobigottismo non che con il mito della resistenza, per carità non ho niente contro la resistenza ma sarebbe stato più consono chiamarla in causa quando si doveva trattare il periodo storico inerente al fascismo, e o bella ciao? Bella e importante canzone…. ma bastaaaaaaaa!

Arrivo alle scuole medie, prof di musica …dai cantiamo insieme… cosa? O bella ciao………… comunque non tutti i mali vengono per nuocere io la sapevo gli altri no.. tiè!!, l’immancabile ora di religione rigorosamente cattolica, quel giorno una mia compagna di classe: sa professoressa io credo nella reincarnazione… la prof: come i buddistiii!!!!

Alle superiori la situazione non cambiava di molto la solita ora di religione, l’ingegnere americanista, occidentalista filo interventista, è un curioso professore di sinistra politicamente impegnato, gli altri professori fate attenzione quello è comunista!! io sarei stato anche disposto a relazionarmi con questo fantomatico professore comunista, del resto quelli erano gli anni dove piano piano si cominciavano a far strada le mie prime idee politiche, questo logicamente se questo professore si fosse degnato di essere presente, se non per qualche comparsata e qualche lezione.

Questi divertenti aneddoti fanno parte di un contesto scolastico dove ogni insegnante a modo suo cerca di dare una visione delle cose illuminata dalle proprie convinzioni ideologiche, il che se per certi versi è normale in quanto non si può pretendere che un insegnante per quanto obbiettivo possa essere cambi radicalmente modo di pensare o peggio ancora che tutti gli insegnanti abbiano le stesse idee, tuttavia bisogna capire che l’ambiente scolastico prima di ogni altra cosa deve essere un ambiente pluralista, una fucina dove plasmare la società che un giorno ci sostituirà, è importante mostrare loro i vari modi di pensare, cercando di evitare che questo diventi un mezzo per propagandare la nostro modello di società in quanto questo è il gravoso compito che spetterà a loro una volta usciti dal mondo scolastico ed entrati nel mondo vero e proprio.

Articolo pubblicato su jonianews: dicembre 2008

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Quando si parla di verità, a patto che si dica la verità ..sic, si rischia spesso di incorrere nell’errore di considerare la propria tesi, perché di questo si tratta, come una verità assoluta, un qualcosa che travalica la soggettività spacciando per verità oggettive una serie di ipotesi condizionate e viziate dal punto di vista di chi le espone.

Il “punto” è che la linea di demarcazione tra una verità relativa ed una verità assoluta è talmente labile da mettere in discussione la sua stessa esistenza (ma esiste veramente questa linea di demarcazione si o no), questo problema deriva dal fatto che di fronte ad un problema di qualsivoglia natura siamo tutti tentati di risolverlo seguendo un procedimento di semplificazione ai minimi termini, in modo da applicare una soluzione allo stesso, in modo altrettanto semplice, questo modo di “semplificare le cose” nonostante sia umanamente accettato e tollerato, e per certi versi l’unico in grado di dare risultati accettabili, non può dirsi in nessun modo perfetto, in quanto il grado di verità della nostra ipotesi non sarà mai completo.

bocca

Nella descrizione di un evento ad esempio, non è facile capire da quale parte stia la verità sopratutto se ad assistere allo stesso evento ci sono più osservatori, ogni uno racconterà ciò che ha visto secondo il proprio punto di vista, una visione viziata da preconcetti e storture che fanno parte del bagaglio culturale dei su detti osservatori, del resto è impossibile dare una visione prefetta di qualsiasi argomento non solo per i motivi sopra elencati ma anche per la difficoltà di quantificare in qualche modo l’evento, di fatti la descrizione di un evento da parte di un osservatore per quanto accurata possa essere, non sarà mai perfettamente fedele alla realtà dei fatti, più osservatori invece descriveranno l’evento arricchendolo di dettagli più o meno accurati ma in nessun modo si potrà mai arrivare ad una ricostruzione fedele dell’accaduto, se ne deduce quindi che la comprensione dell’evento stesso è paragonabile ad una curva che si avvicina asintoticamente e senza mai raggiungerla ad una linea immaginaria che rappresenta la comprensione dell’evento in tutta la sua interezza.

Tutto questo logicamente non considerando quelle che sono le inclinazioni politico-culturali che vanno inevitabilmente ad influenzare il proprio punto di vista, del resto se una cosa è giusta per me non è detto che sia altrettanto giusta per un’altra, è difficile per un liberista parlare dei meriti del socialismo e dei limiti del liberismo, nello stesso modo è difficile per un socialista riconoscere i limiti del socialismo e i meriti del liberismo, ogni argomento che sia politica, religione, o qualsivoglia tematica è condizionata da ipotesi viziate dai punti di vista, l’obbiettività quindi non sta tanto nel riuscire a non farsi influenzare dai propri punti vista in quanto anche in minima parte ne saremo influenzati, ma nel mettere in discussione le proprie idee.

Confrontare le proprie idee e i propri punti di vista, non serve a trovare la verità, ma a capire e mettere in discussione il proprio e gli altrui modi di vedere le cose, in modo da modificare e perché no rinforzare quello che per noi è il giusto modo di vedere le cose.

Tutti abbiamo i nostri punti di vista, e tutti quanti abbiamo una percezione diversa di fronte alla verità, di fatti in questo articolo non ho detto la verità ma quello che più gli si avvicina secondo il mio punto di vista.

Articolo pubblicato su jonianews: dicembre 2008

Ovvero le radici pagane del natale, quando anticamente veniva

festeggiato il solstizio d’inverno .

Indipendentemente dal motivo del vostro festeggiamento

I miei sinceri auguri

NINO

Secondo l’ultima relazione semestrale inerente la gestione amministrativa della cosa pubblica santatersina, vengo a sapere che c’è la volontà di realizzare finalmente il sito istituzionale del comune.

Bene dico io, finalmente, un comune che si rispetti non può non avere un sito, è importante per creare quel collegamento tra l’amministrazione comunale e il comune cittadino.

Tuttavia mi sorge un dubbio, e mi chiedo: ma come verrà realizzato questo sito?

Non è una mancanza di fiducia, è soltanto un presentimento che nasce da una certa conoscenza del modo in cui vengono realizzati i siti istituzionali, almeno quelli da me visitati in precedenza.

Quale è allora il miglior modo per contribuire alla nascita di questo sito, se non quella di dare qualche consiglio del tutto spassionato nella speranza che il sito del nostro comune di rifermento sia da esempio per tutte le amministrazioni comunali dei paesi limitrofi e non.

Cominciamo allora a capire quali sono i servizi che deve erogare questo sito, prima cosa essenziale è creare uno spazio di comunicazione tra l’amministrazione e il cittadino, uno spazio dove il cittadino possa leggere le comunicazioni dell’amministrazione in carica, uno spazio dove sia possibile lasciare un feedback, del resto si incita la cittadinanza ad avere un ruolo nella politica amministrativa del paese, cominciamo permettendo alla stessa di poter lasciare dei messaggi.

È importante creare una sezione dove poter pubblicare i comunicati stampa, gli esiti, i temi dei vari consigli comunali, o delle semplici comunicazioni alla cittadinanza.

In un sito che si rispetti devono essere pubblicati eventuali bandi e concorsi (questa potrebbe far storcere il naso a qualcuno).

È cosa buona e giusta inserire i profili di tutti i facenti parte alla giunta e del consiglio, non dico di mettere le fotografie ma quanto meno le loro competenze professionali.

Essendo un sito istituzionale è logico che ci sia la possibilità di scaricare moduli e auto certificazioni, questo permetterebbe di eliminare i tempi di attesa agli uffici comunali.

Bisogna dimensionare il sito in modo tale che sia fruibile in vari modi, non solo tramite il classico “scrivi l’indirizzo e premi invio” ma implementare un servizio di mailing list e di feed rss, in modo tale che il lettore sia avvisato automaticamente ogni volta che viene aggiunto un contributo al portale.

forza_rss

Capisco cari amministratori che per leggere quello che ho scritto (se mai lo leggerete) avete dovuto passare una mezzoretta della vostra vita a cercare i termini sul vocabolario, ma vi assicuro che non è fantascienza, sono cose assolutamente fattibili e che fanno parte del modo di realizzazione dei siti internet almeno da un paio d’anni a questa parte.

Questa è l’occasione per realizzare qualcosa di assolutamente…… normale, le tecnologie ci sono, sono implementabili da qualsiasi programmatore web, manca solo la volontà di creare qualcosa che serva veramente alla comunità, che possa servire in particolar modo come un vero filo diretto tra i votati e i votanti.

nuovo numero in edicola

cliccando sulla copertina, vignetta ed editoriale a cura di G. Massimo Cicala

locandina-per-tipografia_jonia-dicembre-copia

sommario

  • Editoriale del Direttore “m’hanno dato due anni ma ora ho un po di semi libertà”
  • Foto-invito alla morigeratezza dei consumi: Natale? No grazie
  • “Bandiera rossa ridiventa straccio e il più povero ti sventoli”
  • L’udc messinese riparte da Carlo Mastroeni?
  • Risvolti e scendari plausibili…
  • Il trittico di Silvana Sturiale: Casta, Penna & Libertà
  • Foto del Mese: Kristine di Carmelo Ucchino
  • Foto del Mese: Musica di Maria Antonietta Trimarchi
  • Foto del Mese: Miki Rourke di Rigablood
  • Via dal Partito delle Libertà, “scatola vuota” della politica italiana
  • Matteo Francilia, lo Stakanovista della politica. Regole e criteri per i gemellidiversi ex PDL
  • Eluana ha Fame, Eluana è malata: Come uccidere Eluana?
  • Ma la comunicazione è sinistra?
  • S.Teresa politica. Se funziona così, ha da star poco…Allegra
  • Ed io (vi) faccio la barca. Parola di Fenapi: è tutta una questione di idee
  • Decidere è tagliare?
  • La scuola oggi.
  • Siamo sicuri che il “tempo pieno” fa bene alla crescita dei bambini?
  • Così, lentamente, muore Castelmola
  • Le primarie “salvano” la sinistra? Eccome!
  • Lezione di democrazia a Messina con Maria Pia Garavaglia
  • Basta campanilismo, la parola (anzi il segnale) ai Santi
  • Roccafiorita, comunicato della minoranza consiliare
  • Giornata mondiale del diabete, conoscere per prevenire e curare
  • …e il profumo, quell’antico, inconfondibile profumo
  • Quest’autonomia non s’ha da fare
  • Ancora un’umiliazione, speriamo che sia l’ultima
  • Università della Terza Età, Atto Secondo
  • La foto storica del mese. Cinquant’anni dell’Alluvione di Bucalo Sparagonà 1958-2008
  • Quell’Oasi, … per la sete di tutti
  • Nizza di Sicilia. Abilità diverse in biblioteca.
  • Rinasce l’economia di Pagliara
  • La barriera architettonica ce l’avrà lei…
  • Invito commerciale: esposizione permanente di pittura su tela, “Il mondo dei colori”
  • Alì Terme, Banche del Tempo
  • Mia cara spazzatura
  • Pensieri in libertà – C’è qualcosa che ci dice tutto, basta sapere ascoltare, guardando…
  • A Scaletta la Tarsu più cara della Riviera Jonica
  • Uno Squarcio di Luce, poesia Domenica Rita Caponiti
  • A Santa Teresa di Riva, poesia di Antonino Maria Parisi
  • Senzatitolotre, poesia di Iano da “le poesie del cacciatore”
  • La guerra, poesia in memoriam di Le.Rosa, Saro Leonardi, selezionata da Natale Russo
  • Sonni liggeri, poesia di Fabio Orlando, da Nnamuramentu
  • Il Turismo di Territorio: un nuovo strumento educativo
  • Invito commerciale: Il Guscio
  • Le vie dei colori
  • Pedagogia, Malati di Internet?
  • Il ministro della rivoluzione: dopo i fannulloni, le classifiche
  • …Certu è che nessuno mai fu come Colapisci, menzu omu e menzu pisci…
  • Invito commerciale: Centro Arredi di Erminia Chillemi
  • Mozioni dei consiglieri di Sicilia Vera
  • L’Avayah in Tivvù…Gulp!
  • Ancora lei…
  • Soffia un vento nuovo!
  • La crisi vista così dal basso, che più basso non si può ( o le blatte di Tremonti )
  • Comunicato Stampa
  • Del Fisco me ne infischio
  • L’università degli sprechi…forse forse ha ragione la Gelmini
  • Non pagheremo l’ICI, ma le nostre strade rimarranno scassate
  • Il sogno del S. Alessio calcio
  • A Savoca, calcio e tennis ormai sono di casa
  • Tennis sport
  • Un nuovo Natale, faremo debiti per i regali?
  • Bioetica a Messina
  • Regala ciò che non hai, poesia selezionata da Claudia Aliotta
  • Papa Benedetto XVI sale al colle
  • La sofferenza, via di fede e scuola di speranza
  • Può un’idea cambiare il mondo?
  • Confraternita di Scifì al meeting in Puglia sui Santi Martiri
  • Pensieri di M.re Teresa di Calcutta selezionati da Claudia Aliotta
  • La Tunisia dentro la Tunisia – seconda puntata – viaggio di F.Brianni
  • Noi Europei: Milosc (art. polacco), Weihnachtsmarkt in Deutschland (art. tedesco)
  • La solidarietà di Jonia verso l’Associazione Italiana Sindromi Atassiche
  • Il fisioterapista, l’artrosi.
  • Nino il blogger: Provaci ancora prof! – Diciamoci la verità
  • Musica: il canto gregoriano – storia e forme della spiritualità orante dell’Occidente Cristiano
  • Riccardo Casalaina: memoria ed omaggio nel centenario della Morte
  • Copertinando. La pioggia non spegne il desiderio
  • Trimarchi tra Shakespeare e postnucleare a Palermo
  • Il penultimo dei Santateresoti: Noi, antesignani della cucina mediterranea.
  • Filosofia: Tutti per uno…
  • Ruccello, l’autore protagonista alla Laudamo
  • Santateresando, come si fa ad essere ottimisti?
  • L’occhio forestiero
  • Numeri e statistiche, la crisi si fa sentire anche sotto l’albero…
  • Settima arte, Match Point
  • Tu-tubo, All’isola dei Famosi si preannuncia un nubifragio, Simona Ventura minaccia di mollare tutto…
  • L’accademia del gusto e della fantasia, pasta con i finocchi stufati
  • Sociologia, Longevo è bello
  • L’edicola del fumetto, Scuola e fumetto: ti racconto un fumetto e cresciamo insieme
  • Chiaro scuro. Il Tiziano della fotografia
  • Dall’italiondo all’italiano. Quando l’uso diventa un abuso.

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Il mestiere dell’informazione è un mestiere molto articolato, in quanto fare informazione non significa soltanto pubblicare delle notizie su un giornale, sia esso il giornalino della scuola, della parrocchia, della fabbrica o più comunemente di un mensile o un quotidiano.

Fare informazione significa divulgare delle informazioni che possono spaziare dal semplice fatto di cronaca all’editoriale, passando per l’approfondimento della partita di calcetto.

Non solo! Questo lavoro necessita della sinergia di un discreto numero di elementi che collaborano tra di loro al fine di presentare un prodotto-servizio in grado di informare o ancora meglio far riflettere il lettore (ma non solo).

In questo ecosistema che è l’editoria (ma non per forza), troviamo la figura del PORTAVOCE, costui ha il gravoso compito di divulgare un messaggio, sia esso politico, culturale o di altra natura, di una o più persone.

la sua opinione in merito non è contemplata, non ha importanza se la sua idea sia concorde o discorde con quella delle persone di cui fa la veci, il suo compito è semplice ma essenziale, si tratta infatti della interfaccia di collegamento tra e il suo referente e il soggetto a cui è indirizzato il messaggio.

Si può dire che è un elemento senza infamia ne lode, neutro nella sua collocazione più semplicistica, ne acido ne basico.

Un’altra figura simile al portavoce anche se per certi versi più istituzionale è quella che risponde al nome di ADDETTO STAMPA, questo, ha il compito di mettere in comunicazione tramite l’ufficio stampa, le amministrazioni (per lo più pubbliche) della quale si occupa, con i professionisti dell’informazione.

Tuttavia non sempre questo compito viene svolto nel migliore dei modi, di fatti capita spesso che alcune di queste figure istituzionali un po per l’italica lentezza della pubblica amministrazione, un po per questioni non proprio istituzionali, rendano difficoltoso l’accesso a queste informazioni, se poi si considera l’arretratezza tecnologica che contraddistingue le amministrazioni italiane, si può capire in che condizioni debba lavorare un giornalista, del resto non si può pretendere molto da persone che nel peggiore dei casi, il massimo della loro cultura informatica è sapere che cliccando sulla E tipica di internet explorer, è possibile vedere le donnine inniude.

Un altro agente del mondo dell’informazione è il RESPONSABILE DELLE COMUNICAZIONI, che si è reso necessario nel momento in cui le imprese e le varie organizzazioni si resero conto che in un mondo dove i desideri e le necessità vengono indotti dai media, il semplice prodotto o servizio non bastava più, bisognava creare una identità un messaggio che contraddistinguesse il prodotto, una immagine che fosse evocata da quel determinato servizio.

A questo scopo il responsabile delle comunicazioni si occupa di delineare e diffondere l’immagine, le caratteristiche, non che ipotetici valori che fanno parte della figura dalla società per cui lavora, poco importa se queste caratteristiche non si rifanno a quello che è la realtà, ma in fondo cosa è la realtà se non l’insieme delle percezioni effettive o indotte rispetto ad una determinata cosa. E’ proprio si questo limite tra il reale e il fittizio che si svolge il lavoro di questa controversa figura professionale.

Una delle figure principali del giornalismo che non può mancare in questo ecosistema, quella che fa leva sull’immaginario collettivo, quasi a diventare una figura mitologica, è quella del CRONISTA.

Il compito del cronista è quello di riportare delle notizie, punto (bravo, bella scoperta!!). Potrebbe sembrare la cosa più semplice del mondo ma non lo è, di fatti il sul compito è quello di raccontare gli eventi di qualsiasi tipo nel modo più imparziale possibile… o almeno così dovrebbe essere, senza considerare le fisiologiche inflessioni dovute al pensiero personale dello stesso, c’è da dire che spesso è volentieri questa regola non viene rispettata, specie quando bisogna infarcire gli articoli di dettagli che spaziano dal frivolo allo splatter per far leva sull’interesse del lettore, o peggio ancora quando bisogna necessariamente seguire una linea editoriale che cade dall’alto, con buona pace del codice deontologico.

In cima alla catena alimentare del giornalista si trova il DIRETTORE, il compito di tale figura è quella di dirigere appunto il mezzo di informazione, stabilendo la sua impostazione, la sua mission, non ché il compito dei vari elementi che ne fanno parte, ma sopratutto mantenere la linea editoriale il più imparziale possibile, ne va della rispettabilità, e dell’onore di una professione spesso troppo ostacolata dai piccoli o grandi gruppi di potere.

Questo sistema piramidale che vede in cima una dirigenza che magari ha degli orientamenti politici ben definiti, è l’anello debole della informazione, in particolar modo nel caso in cui il direttore di una ipotetica testata giornalistica tende come detto poco più su a definire una linea editoriale a cui i giornalisti volenti o nolenti si devono attenere, probabilmente queste storture hanno poco effetto su quei redattori che si occupano di giornalismo per puro spirito hobbystico, per passione, e se non sta bene la linea editoriale del giornale, possono semplicemente rifiutarsi di collaborare o meglio ancora migrare verso altri lidi più obbiettivi.

Diverso invece per chi fa della informazione la propria professione, da cui dipende il suo sostentamento e quello della propria eventuale famiglia, a questo punto le scelte non sono molte, o si cerca di cambiare redazione, oppure ci si allinea in posizione supina a quella linea editoriale che non si condivide, avendo tuttavia l’accortezza di prendere il proprio tesserino e metterlo in un posto dove difficilmente potremo incrociarvi lo sguardo del resto si deve poter pur dormire la notte.

Questi sono alcuni degli elementi caratteristici del mondo dell’informazione, se c’è uno dei diritti fondamentali della società è quella di venire a conoscenza dei fatti il più obbiettivamente possibile, questo non significa che non sono ammesse le opinioni personali del redattore, l’importante è che questi “editoriali” siano l’espressione personale dell’autore e che non facciano parte della linea editoriale del giornale di cui fa parte, del resto il confronto è alla base di qualsiasi discussione.

E’ questo infatti il fine ultimo della informazione far riflettere il lettore, approfondire i propri e gli altrui punti di vista, al fine di far maturare, evolvere, o semplicemente confermare il proprio pensiero.


Blog di attualità in merito a S. Teresa di riva e dintorni

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